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Pistoia

la protesta 

Buche e rabbia in via Girone di Mezzo tra asfalto sbriciolato e continui incidenti

Elisa Pacini
Buche e rabbia in via Girone di Mezzo tra asfalto sbriciolato e continui incidenti

Una residente: «Da due anni tento di parlare con il Comune per trovare una soluzione e intanto la situazione è degenerata» 

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Elisa Pacini

PISTOIA. Via Girone di Mezzo è ormai ai limiti della praticabilità. L’ultima denuncia assai arrabbiata è di Carla Cordoni, residente di quella disastrata strada del comune di Pistoia che attraversa le campagne ormai tappezzate di vivai tra Chiesina Montalese e Chiazzano, frazioni divise solo dal ponte della ferrovia. Proprio il poter scansare il passaggio a livello posto in altre vie limitrofe che collegano la vecchia Pratese alla rete stradale che porta a Sant’Agostino, spinge molti automobilisti a percorrere questa strada già stretta, che negli anni più volte è balzata alle cronache per il degrado del manto stradale e l’assenza di manutenzione.

Traffico intenso anche di mezzi pesanti che, unito alle pessime condizioni di una carreggiata sempre più risucchiata dai fossi non puliti sprofondati sotto a quel che rimane dell’asfalto, nel marzo scorso provocò l’uscita dalla strada di un tir diretto ad un’azienda vivaistica della zona con conseguente blocco della strada per diverse ore.

«Da gennaio 2020 tento di parlare con l’amministrazione comunale, per trovare una soluzione – scrive Carla Cordoni nella sua lettera esasperata – Prima sono partita da un appuntamento con il sindaco che mi ha detto che i soldi non c’erano e che mi avrebbe dato riscontro per mail ma non mi ha mai scritto. Ho fatto varie telefonate ai vigili urbani, che dicono non è loro competenza mentre non ho risaputo nulla dopo le note che dall’Urp si sono presi delle mie chiamate. Nel frattempo la situazione è degenerata».

Nelle ultime settimane, con i perduranti lavori che hanno chiuso la vecchia Pratese, il traffico in via Girone di Mezzo è anche aumentato. E sono fioccati i problemi: ruote saltate sulle grandi buche che prendono in alcuni casi quasi tutta la carreggiata e vetture che finiscono nei fossetti laterali a ripetizione, visto che quando piove, è impossibile vedere dove finisce la strada franata nei canali ormai inesistenti.

Non più risagomate a fondo con regolarità come quando – dicono i residenti – erano i contadini della zona ad aiutare lo stradino che rimetteva a posto anche le vie di campagna, ormai non più canali di scarico.

Tra i tanti episodi, quello più surreale – che sarebbe anche comico se la situazione non fosse di reale disagio – ha coinvolto il furgoncino della ditta mandata dal Comune per disegnare le strisce bianche della segnaletica orizzontale.

«Non si capisce dove potessero disegnarle – dicono gli abitanti – visto che gran parte della carreggiata è ormai franata nei fossetti, fuori strada dopo fuori strada».

Ecco che i malcapitati operai, arrivati da chissà dove come molti conducenti dei bisonti più grossi della carreggiata che vanno da un vivaio all’altro, dopo pochi metri sono finiti anch’essi nel fossetto. Fortunatamente senza conseguenze per loro.

«La strada non è più transitabile ed è estremamente pericolosa» dice esasperata la signora Cordoni, provando a suonare l’ennesimo campanello d’allarme all’amministrazione che finora si è limitata a disseminare a più riprese la strada di cartelli per richiamare all’attenzione e alla cautela gli automobilisti. Gli ultimi sono pure corredati da luci per la notte, ma camminando per via Girone di Mezzo dove le macchine fanno lo slalom tra le buche, dove i vivai sovrastano il manto stradale sbriciolato, di cartelli più vecchi e ormai finiti anch’essi nelle fosse ce ne sono parecchi.

Segnali, transenne che poi sono rimasti lì in balia del tempo e a cui non è seguito nessun altro tipo di intervento.

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