Gioco
Natale in tono minore con gli impianti chiusi «Ma le piste sono ok»
Abetone. Impianti di risalita chiusi ad Abetone, solo campi scuola aperti in Val di Luce e aperti per qualche ora quelli della Doganaccia di Cutigliano. Così i centri del turismo bianco della montagna pistoiese hanno dovuto adattarsi ad un Natale sotto tono, anche se non sono comunque mancati i turisti e soprattutto i proprietari di seconde case che hanno scelto la montagna per passare il fine settimana.
Le previsioni meteo non si sono sbagliate e nel comprensorio sciistico il Natale ha regalato giornate di maltempo caratterizzato da copiose piogge. «Abbiamo tenuto gli impianti di risalita chiusi – ha detto Rolando Galli, presidente della Saf di Abetone – a causa delle pioggia. Abbiamo lavorato un po' per la vigilia ma da domani (oggi, nda) siamo pronti a tornare aperti. Perché l'aspetto positivo è che il manto nevoso ha tenuto bene non sciupando le piste. Questo è importante, perché consente in breve tempo di ritornare a lavorare con il ritmo classico». D'altra parte non è stata tutta pioggia, seppur in maniera molto ridotta, alle altezze maggiori è caduto anche qualche fiocco.
«Siamo stati aperti solo con i campi scuola – ha aggiunto Andrea Formento, direttore della società Val di Luce spa – a causa del maltempo. Già da domani però saremo aperti nuovamente con la maggior parte degli impianti. Si tratta solo di rendere ottimali le piste ma il fondo ha retto bene e non ci sono problemi. Gli interessamenti da parte degli sciatori è stato comunque alto e questo ci fa capire che non appena il meteo lo consentirà, tutto tornerà alla normalità».
Un po' di appassionati della neve hanno scelto la stazione sciistica cutiglianese della Doganaccia, anche se i Ceccarelli, la famiglia che gestisce la stazione sciistica è stata costretta a chiudere gli impianti sempre per la pioggia. «Era un maltempo annunciato – spiega Ronnj Ceccarelli – e abbiamo cercato di tenere aperti gli impianti per quanto possibile ma sulle piste c’ era poca gente e la pioggia ci ha obbligato a chiuderli. Abbiamo comunque avuto un po' di movimento di appassionati della neve».
Carlo Bardini
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