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Sgominata la rete di spaccio Nove imputati patteggiano
A marzo era stata portata alla luce una vasta attività di vendita di stupefacenti Diciannove gli indagati, quattro di loro finirono in carcere e nove ai domiciliari
Fu lui il primo a finire nel mirino degli investigatori, ai quali era arrivata la voce di quel grosso giro di spaccio. E proprio a partire da lui è stata ricostruita la rete dei vari fornitori di nazionalità marocchina che facevano base fra Prato, Calenzano e Campi Bisenzio. Una prolungata e attenta attività di indagine, che alla fine ha consentito agli inquirenti di ricostruire il funzionamento della rete di personaggi dediti allo spaccio di stupefacenti.
Adolfo Curello, 48 anni, residente a Quarrata, è uno dei 19 indagati per i quali il 9 marzo scorso scattarono le misure cautelari disposte dal giudice per le indagini preliminari del tribunale: quattro custodie cautelari in carcere, nove ai domiciliari, sei obblighi di dimora con divieto di uscire di casa la notte.
Un’inchiesta che, dopo la conclusione delle indagini, è approdata all’udienza preliminare, dove una parte degli indagati ha scelto la strada del patteggiamento, ottenendo per questo lo sconto di pena previsto dal codice di procedura penale.
Martedì mattina, l’uomo – dal 9 marzo sottoposto agli arresti domiciliari – ha patteggiato la pena di quattro anni e otto mesi di reclusione e 20mila euro di multa davanti al giudice dell’udienza preliminare di Pistoia.
Altri otto gli imputati che hanno deciso di ricorrere al patteggiamento . Tra questi Marco Cristiano, 44 anni, di Quarrata, che era finito in carcere, ha patteggiato un anno e mezzo di reclusione; Jaouad Lagrich, 39 anni, marocchino residente a Prato, anch’egli finito in carcere a marzo, ha patteggiato tre anni e mezzo; Ahmed Najim, 26 anni, residente a Quarrata, che ha patteggiato due anni e dieci mesi; Alessio Ballarò, 23 anni, residente a Pistoia, che ha patteggato tre anni e quattro mesi; Francesco Deiana, 37 anni, residente ad Agliana, che ha patteggiato due anni di reclusione da scontare in continuazione con una precedente legata agli stessi fatti, sempre di due anni, già diventata definitiva; Paola Ramazzotti, 53 anni, residente a Quarrata, ha invece patteggiato una pena di dieci mesi; Daniele Borsacchi, 44 anni, residente a Pistoia, ha patteggiato una pena di anno e undici mesi; Andrea Milani, 43 anni, di Quarrata, infine, ha patteggiato la pena di sei mesi di reclusione.
Tra gli altri indagati, la cui posizione è stata stralciata nel corso della precedente udienza in quanto non avevano chiesto il patteggiamento, lo scorso marzo era stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere anche Amine Sabir, 26 anni, clandestino marocchino domiciliato a Prato. Sarebbe dovuto finire dietro le sbarre anche un 32enne marocchino residente a Pistoia, che però era riuscito già da tempo a far perdere le proprie tracce.
Cristiano era stato il primo a finire nella rete dei carabinieri: denunciato dopo aver acquistato della droga da Curello, il 4 dicembre 2019. Fu da quell’episodio che, grazie anche alle successive intercettazioni telefoniche, i carabinieri sono poi riusciti a ricostruire l’intera rete di spacciatori e fornitori.
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