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Pistoia

Opposizioni all’attacco 

Azione e 5 Stelle: «Sulla Spes centrodestra in ritardo»

Fabio Calamati
Azione e 5 Stelle: «Sulla Spes centrodestra in ritardo»

Vespignani e Maglione spiegano perché si sono astenuti sul piano di salvataggio «Per tanti anni non hanno detto niente. Inopportuno l’uomo di FdI nel consiglio» 

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Fabio Calamati

PISTOIA. «Il piano di risanamento della Spes è un provvedimento indispensabile. Il problema è come è stato raccontato».

Iacopo Vespignani (Azione Pistoia) spiega così il suo voto di astensione, in consiglio comunale, al piano di risanamento presentato dal presidente della Spes Riccardo Sensi (approvato a maggioranza). Stesso voto, e stesse motivazioni, anche per il consigliere Nicola Giudice (5 Stelle). I due hanno tenuto insieme, ieri, una conferenza stampa per spiegare la loro posizione sulla materia. Un accordo – hanno tenuto a sottolineare – circoscritto al tema specifico, che non anticipa dunque nessuna convergenza tra forze che militano nello stesso campo dell’opposizione al centrodestra, ma che appaiono lontane da un accordo in vista delle elezioni amministrative.

«Indispensabile», dunque, il piano di risanamento della Spes. Del resto i numeri sono eloquenti: i conti dell’azienda che gestisce per conto dei Comuni della provincia le case popolari (circa 2.700) ha chiuso il 2019 con un rosso di 3,6 milioni di euro e un capitale negativo di 1,8. Il piano firmato da Sensi, grazie ad una massiccia iniezione di risorse da parte dei Comuni, ad un accordo con la Regione e ad altri provvedimenti, consentirebbe alla Spes di riemergere. Per il Comune di Pistoia il costo da pagare è di 1,6 milioni di euro.

Vespignani e Maglione non contestano tutto questo, ma il fatto che la maggioranza di centrodestra si attribuisca il merito di aver portato alla luce il crack e promosso il risanamento. «Qui si parla di situazioni che nascono nel 2005 – obietta Vespignani – e in tutti questi anni la maggioranza di oggi, che era l’opposizione fino al 2017, dove era? La verità è che, almeno all’inizio, non si erano accorti di niente. Io in maggioranza c’ero nel 2017 e 2018 e di Spes non si è mai parlato».

«Se, come dicono – gli fa eco Maglione – certe cose si sono sempre sapute, perché già nel 2017 non hanno portato alla luce lo scandalo?». Inoltre Vespignani sottolinea che buona parte del piano di risanamento era già stato impostato sotto la gestione del precedente presidente, Paolo Bechi. Insomma, il centrodestra ci avrebbe aggiunto ben poco.

Non solo: secondo i due consiglieri ci sono anche aspetti di grave inopportunità nel piano. Come l’aumento delle competenze del consiglio di amministrazione (il direttore verrà eliminato), in cui siede un consigliere comunale di Serravalle, Stefano Agostini, dello stesso partito del sindaco Tomasi, cioè Fratelli d’Italia.

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