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Comune condannato a pagare 1,5 milioni per la viabilità del nuovo ospedale
pistoia. Il Comune di Pistoia dovrà pagare 1.465.596 euro alle aziende edili Rosi Leopoldo spa e Vescovi Renzo spa. A stabilirlo è stato il tribunale civile, al termine del processo nato dalla causa intentata dalle due aziende (in veste di raggruppamento temporaneo di impresa) per i lavori di realizzazione della nuova viabilità di collegamento tra la città e il nuovo ospedale San Jacopo, iniziati nel 2011.
Si tratta di una sentenza immediatamente esecutiva ma, comunque, di primo grado, contro la quale l’amministrazione comunale ricorrerà in appello. Come ha annunciato l’assessore ai lavori pubblici Alessio Bartolomei, che lunedì sera a illustrato la vicenda al consiglio comunale, che ha approvato il debito fuori bilancio per procedere al pagamento.
«L’avvocato Chierroni è già al lavoro per tentare di recuperare in tutto o in parte questa somma – ha spiegato – La ditta Vescovi Renzo spa, in raggruppamento temporaneo con la ditta Rosi Leopoldo spa, nell’anno 2010 partecipò a una gara indetta dal Comune per realizzare la nuova viabilità di collegamento tra la città e il nuovo ospedale San Jacopo, che all’epoca non era ancora terminato. Con la determina dirigenziale del 29 aprile 2011 il lavoro venne affidato alla Rti Rosi-Vescovi. Nel giugno del 2012 scoppia lo scandalo della cosiddetta “Tangentopoli pistoiese”. Questa gara, insieme ad altre, fu oggetto di attenta valutazione da parte della magistratura perché le ditte di cui oggi parliamo furono coinvolte in quell’indagine».
Bartolomei ha spiegato poi come il nuovo dirigente dei lavori pubblici (Evangelisti fu arrestato) pose una particolare attenzione allo svolgimento del lavoro, che in quel momento era in corso. Con una serie di osservazioni «con cui il Comune di Pistoia chiedeva alla Vescovi Renzo e alla Rosi Leopoldo di cambiare alcune specifiche dei loro progetti perché non ritenute valide, l’applicazione di penali a queste ditte per ritardi o supposti ritardi nei lavori e per incongruità tali da impedire i collaudi».
«Passata la bufera dell’indagine – ha concluso Bartolomei – le ditte, nell’anno 2015, promuovono una causa al Comune contro tutte le riserve sui lavori che i tecnici comunali avevano fatto. Rosi e Vescovi chiedono al tribunale di Pistoia di riconoscere un ristoro di circa 3,3 milioni di euro avverso alle riserve ed osservazioni, a loro parere incongrue e prive di fondamento, mosse dal Comune di Pistoia. Il Tribunale, dopo circa 16 udienze, ha condannato il Comune a pagare oltre 1,4 milioni di euro alla ditta. Come già detto dobbiamo pagare essendoci una richiesta di esecutività della sentenza di primo grado, ma ricorreremo in appello per recuperare in tutto o in parte questa cifra».
La delibera di approvazione del debito fuori bilancio è passata con 18 voti favorevoli (Pistoia Concreta, Fratelli d'Italia, Forza Italia-Centristi per l'Europa, Lega, Gruppo misto, Amo Pistoia), 2 contrari (5 Stelle e Pd) e 2 astenuti (Italia Viva e Prima Pistoia).
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