Gioco
Nessuno vuol comprare l’ex questura In vista una quarta asta per 800mila euro
Il valore iniziale era superiore ai due milioni. Nell’edificio di nove piani si potrebbero ricavare 22 appartamenti
Valentina Vettori
PISTOIA. Non c’è due senza tre e, infatti, anche l’ultima asta per la vendita dell’edificio dell’ex questura di Pistoia al civico 23 di via Macallè è andata deserta, come le due che l'hanno preceduta. Col risultato che una quarta asta sarà indetta nella primavera 2022, ribassando ancora il valore della struttura.
L’edificio è stato costruito nel 1967 da uno dei più noti imprenditori edili pistoiesi, Piero Casseri. La base d’asta potrebbe abbassarsi fino a sfiorare gli 800.000 euro. Una cifra davvero molto bassa se si pensa che la prima base d’asta era di 2 milioni e 39mila euro. L’edificio di nove piani (sei visibili dal ponte Macallè e tre sotto il piano stradale a ridosso di via Nazario Sauro) ha una superficie di 3.400 metri quadrati. Ospita un appartamento che occupa l’intero nono piano, mentre tutti gli altri piani, per accogliere il personale della questura, vennero trasformati in uffici e archivi.
L’eventuale acquirente del palazzo, come conferma Lorenzo Mariotti, avvocato della famiglia Casseri, «potrebbe facilmente cambiare la destinazione d’uso in residenziale, realizzando al suo interno ben 22 appartamenti. Ma a punirci, ancora oggi, è il mercato immobiliare e la crisi perdurante che allontano gli interessi di chi potrebbe investire».
Un vero peccato, secondo il legale dei Casseri, anche perché, come va ribadendo da anni, «la struttura è sanissima». E a dimostrarlo ci sono «una serie di verifiche svolte tramite la perizia di un ingegnere strutturale nel 2012. Come la stessa perizia a firma del Tribunale».
«Sono in contatto con alcune società interessate all'acquisto – conclude Mariotti – ma come spesso accade in questi casi, attendono che il prezzo cali ancora, viste anche le spese che poi dovrebbero essere affrontate per la ristrutturazione e la realizzazione degli appartamenti».
Ma come è finito all’asta l’edificio di via Macallè? Sulla palazzina – costruita da Casseri, che è scomparso da una decina d’anni – gravava ancora parte del mutuo acceso con le banche per la sua realizzazione. Per le rate ancora mancanti, infatti, la società proprietaria (la Immobiliare Eldorado 2 snc, guidata da Simone Casseri) ha cominciato ad avere sempre maggiori difficoltà nei pagamenti. Che sono stati possibili fintanto che il Ministero dell’interno ha pagato l’affitto per la questura. Con il trasferimento degli uffici nel nuovo polo della sicurezza in via Pertini, di fianco alla Prefettura (novembre 2016), però, quell’unica entrata è scomparsa, determinando l’impossibilità per la società di pagare il mutuo. Da lì, il pignoramento da parte della banca e la decisione del giudice del tribunale di mettere all’asta l’edificio. Una condizione estesa anche all’altro edificio, la palazzina di vetro conosciuta come centro Eldorado in via Desideri, della stessa proprietà e anch’esso pignorato e andato all'asta. Ora, come detto, la palla passa di nuovo al curatore fallimentare, l'avvocato Matteo Bolognini del foro di Pistoia, in attesa della quarta asta fallimentare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google