Sicurezza
Tomasi: «Pistoia non è una cenerentola»
Nel messaggio di auguri al teatro Bolognini il sindaco rivendica i risultati ottenuti ma non annuncia ancora la ricandidatura
Fabio Calamati
PISTOIA. «Non è il momento di farsi guidare dalla paura, ma dal coraggio. Buon Natale!». Con questa nota di ottimismo e di fiducia, il sindaco Alessandro Tomasi ha chiuso il suo saluto alla città in vista delle festività natalizie, l’ultimo di questo mandato amministrativo. Cinque anni che rimarranno comunque nella storia della città, per la prima volta nel dopoguerra governata dal centrodestra. E va subito detto che, in più di mezz’ora di intervento, Tomasi non ha detto nulla sul suo futuro. La coalizione, come noto, è prontissima a ricandidarlo. Solo lui non ha ancora sciolto la riserva su una decisione che appare ai più scontata.
Il discorso di Tomasi, invece, è stato quello di un sindaco che tira le somme di un lungo lavoro. E che rivendica le scelte fatte e i risultati ottenuti. «Basta con questa discussione su Pistoia cenerentola» ha sbottato, sottolineando che – al contrario – la città ha due grandi carte da giocarsi nel futuro: il suo distretto verde e la sua fabbrica di treni. «Se a Parigi hanno bisogno dei nostri alberi, se a New York viaggiano sui nostri tram, dobbiamo capire che possiamo essere protagonisti». Tomasi ha invitato a vedere i segnali di ripresa e di crescita: dalla rinascita di aree come l’ex Radicifil e l’ex Mas alla miriade di piccole aziende, spesso startup create da giovani, che sono leader di valore assoluto nel loro mercato. Fino alla vicenda ex Breda, dove finalmente ci sono imprenditori disposti a investire.
Ad ascoltarlo, dal palco del teatro Bolognini, una platea strapiena di autorità cittadine, con gli assessori, i consiglieri comunali di maggioranza, imprenditori e rappresentanti della società civile. Una platea che prima e dopo l’intervento di Tomasi, ha potuto ascoltare dei brani natalizi eseguiti dal coro Città di Pistoia.
Insomma, le potenzialità ci sono; il ruolo della politica è di accompagnare le imprese, non di sostituirsi a loro. Il Comune lo ha fatto in questi anni non alzando le tasse e aumentando gli investimenti. E si appresta a farlo ancora di più adesso che c’è da cogliere le opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tomasi ha elencato i progetti già presentati e ha annunciato che l’amministrazione è pronta a presentarne altri.
In questo quadro, Tomasi ha sottolineato con orgoglio alcuni passaggi. Come – ha detto – «la decisione di riportare funzioni pubbliche nell’ex Ceppo» e «la demolizione di un capannone degli anni Settanta», vale a dire il padiglione Nuove degenze, scelta che ha capovolto il precedente piano di recupero dell’area. Tomasi ha anche sottolineato la dimensione turistica che – ha detto – la città ha ormai acquisito, visto che su questi temi oggi si discute e ci si confronta, cosa inimmaginabile solo alcuni anni fa.
Il sindaco ha concluso con note personali, sottolineando da un lato il suo amore per la città – intesa come comunità di persone più che come insieme di edifici – e dall’altro la sua passione per la politica. «Un giorno – ha raccontato – portarono la mia classe in visita al Comune e io chiesi al sindaco di allora perché la strada dove vivevo era più sporca delle altre. Un’uscita di cui oggi sconto il contrappasso». Inevitabili gli applausi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
