Il Tirreno

Pistoia

il barometro dell’economia 

La ripresa post-Covid tira il freno a mano Calano le assunzioni previste in provincia

Fabio Calamati

I dati della ricerca Excelsior: nell’ultimo mese 1.110 nuovi posti di lavoro; a settembre si era toccata quota 1.900 

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Fabio Calamati

PISTOIA.Solo pochi mesi dopo essersi accesa, la fiamma della ripresa economica dopo la grande gelata del Covid, ha già cominciato ad abbassarsi. Vanno così le cose in provincia, stando all’ultimo rapporto Excelsior sfornato da Unioncamere, la società delle Camere di commercio che ogni mese tasta il polso alle intenzioni delle aziende di assumere personale nel futuro prossimo.

I dati dell’ultimo rapporto sono chiari. In provincia sono attese, entro la fine di dicembre, 1.110 assunzioni, che diventano 4.690 prendendo in esame il trimestre che si chiuderà alla fine di febbraio. Numeri alti, se si confrontano con quelli di dodici mesi fa, quando il campione di imprese interrogato da Unioncamere aveva previsto 700 assunzioni entro la fine dell’anno e 2.580 fino alla fine di febbraio 2021. Ma in quei mesi la paralisi produttiva provocata dall’epidemia si faceva ancora sentire forte.

Poi la situazione è progressivamente migliorata, a partire dalla fine della primavera. Rimanendo alle previsioni mensili, le assunzioni in programma sono salite a 1.490 a maggio e addirittura a 1.720 a giugno, per toccare quota 1.900 a settembre, dopo la pausa agostana. Quel mese anche le previsioni del trimestre hanno fatto segnare 5.150 posti, il dato più alto dell’anno. Una crescita alla quale aveva dato un contributo importante la forte espansione dell’edilizia anche nella nostra provincia, trainata dai vari bonus 110 per cento e simili.

Ma da ottobre il vento è cambiato e le ipotesi di assunzione hanno iniziato a calare: 1.590 a ottobre, 1.580 a novembre, fino ad arrivare ai 1.110 posti di dicembre. Sarà per la minacciosa diffusione della “variante Omicron”, sarà per l’affievolirsi di una ripresa che – secondo molti osservatori – più che indicare una vera svolta nel quadro economico, si giovava di un confronto per forza di cose vantaggioso come quello con il terribile 2020. Fatto sta che l’anno si chiude con previsioni al ribasso, almeno sul fronte dei nuovi posti di lavoro.

Ma come e dove sono questi posti? L’indagine Excelsior è utile soprattutto perché scandaglia – a cadenza mensile – gli orientamenti del mercato del lavoro, lato domanda. In provincia di Pistoia le assunzioni si prevedono più o meno divise a metà tra industria e servizi. Con la differenza che le previsioni di assunzioni nei servizi sono in calo, quelle nell’industria invece in crescita.

Soltanto 11 su cento saranno dirigenti o tecnici, mentre a livello nazionale questa percentuale sale al 20. 45 su cento saranno invece operai specializzati e conduttori di impianti o macchine, 35,6 impiegati e ci sarà posto anche per un 8 per cento circa di personale non qualificato.

Insomma, le aziende pistoiesi non cercano personale altamente qualificato, i laureati coprono soltanto l’8 per cento delle richieste di assunzione. Nel 28 per cento dei casi è richiesto il diploma di scuola media superiore, nel 27 la qualifica o diploma professionale e addirittura nel 35 per cento dei casi nessun tipo di titolo di studio.

Una domanda di lavoro di non alto livello, cui fanno da contraltare dei contratti per lo più a termine. In particolare, quelli a tempo determinato sono il 55 per cento del totale, utilizzati soprattutto nel turismo e nei servizi alle persone e alle imprese. Un altro 8 per cento dei nuovi posti di lavoro sono di apprendistato o collaborazione coordinata e continuativa. Le assunzioni a tempo indeterminato sono così solo il 26 per cento del totale e si trovano per lo più tra le aziende manifatturiere e nella pubblica amministrazione.

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