Toscana
Le bollette e il pieno all’automobile prosciugano così i nostri portafogli
Anche i dati di novembre mostrano rincari fortissimi per luce, gas, acqua, carburanti e per molti alimentari
Fabio Calamati
PISTOIA. Il fenomeno è nazionale e non riguarda certo solo Pistoia. Ma l’ufficio comunale di statistica ha rilevato, anche nella sua ultima misurazione, quanto si stiano riscaldando i prezzi da alcuni mesi a questa parte. I dati di novembre, diffusi ieri, sono eloquenti: l’indice generale segna un aumento, rispetto allo stesso mese del 2020, del 3,8 per cento, con una crescita negli ultimi trenta giorni, dello 0,7 per cento. Cifre alle quali non eravamo più abituati, dopo anni di prezzi sostanzialmente stagnanti.
Cosa svuota il portafoglio dei pistoiesi? Basta scorrere le varie categorie, in particolare quelle più importanti: i prodotti alimentari, le spese per i trasporti (in sostanza, per l’auto) e quelle per l’abitazione (leggi le famigerate bollette). Tutte e tre queste voci sono segnalate in consistente aumento.
Iniziamo dalla borsa della spesa, che negli ultimi dodici mesi è aumentata di quasi l’uno per cento. Può sembrare poco, ma il dato è il frutto di andamenti contrastanti. Ci sono prodotti come il caffè, il sale o gli alimenti per bambini che hanno visto un calo robusto dei prezzi. Ma sull’altro piatto della bilancia ci sono aumenti importanti: pane (1,9), riso (2,7), carne bovina (1,4), pesce fresco (6,1), frutta fresca (4,4). Insomma, un panorama tutt’altro che tranquillizzante per chi fa la spesa.
Ma le vere stangate sono arrivate dalla casa e dall’auto. Cominciamo dalla prima. La fornitura di acqua è rincarata, in dodici mesi, del 3,1 per cento, quella dell’energia elettrica del 34,1 (più 16,4 per cento solo nel mese di novembre), quella del gas addirittura del 40,9 per cento. Insomma, una strage.
Non va meglio al distributore, dove il gasolio – segnala la ricerca del Comune – è rincarato in un anno del 27,6 per cento e la benzina del 26,3.
Insomma, la stangata sui costi dei servizi è già arrivata, al di là degli aumenti nelle bollette che si annunciano fortissimi nel prossimo anno e che il governo Draghi, difatti, sta cercando di contenere.
Se questo è il quadro offerto dalle tre voci che – da sole – determinano quasi la metà del paniere di beni Istat sul quale viene poi stimato l’andamento dell’inflazione, è chiaro che la situazione per i consumatori risulti tutt’altro che rosea. Serve a poco che alcune voci , come le comunicazioni, mostrino il consueto segno meno (-7,1 per cento in questo caso, grazie al calo continuo delle quotazioni dei telefonini). Oppure continuino a calare le tariffe degli alberghi (-6,9 per cento su base annua). Le vacanze saranno forse più a buon mercato, ma se acqua, luce, gas e carburante prosciugano il portafogli, il bilancio di tante famiglie finisce in apnea.
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