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Debutto senza problemi per l’obbligo a scuola «I no-vax sono pochi»

Valentina Vettori
Debutto senza problemi per l’obbligo a scuola «I no-vax sono pochi»

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Pistoia. Ieri mattina nel primo giorno di obbligo vaccinale per il personale scolastico (introdotto dal decreto legge 172 del 26 novembre), negli istituti superiori della provincia di Pistoia non si sono registrati particolari criticità. Anche perché – come anticipato dal Tirreno ieri – una parte dei lavoratori non vaccinati (i numeri parlano di una ventina di persone su un totale di ottomila, dalle materne alle scuole superiori) aveva già chiesto nelle scorse settimane l'aspettativa o il congedo parentale non retribuito, almeno fino all'avvio delle vacanze di Natale il 23 dicembre.

In attesa di capire cosa potrà accadere da gennaio in avanti quando, se la normativa rimarrò quella attuale, il personale "no vax" continuerà a rimanere a casa senza percepire lo stipendio.

La cifra esatta è difficile da individuare, trattandosi di dati sensibili in possesso solo dei dirigenti scolastici, i quali – a partire da settembre – ogni mattina controllano la piattaforma informatica Sidi per la verifica del green pass che, da ieri, è stata attivata per riconoscere il super green pass (la certificazione in possesso solo di chi è vaccinato o è guarito dal covid).

«In provincia – fanno sapere dall'Ufficio scolastico provinciale – non abbiamo fatto un monitoraggio specifico, ma i casi di personale non vaccinato sono talmente pochi che non creano nessun disagio scolastico. La norma era ormai attesa da tempo, quindi chi non si è vaccinato sapeva a cosa andava incontro e, in molti casi, ha preso l'aspettativa. Ma sono davvero molto pochi».

E in questi casi, i dirigenti scolastici, su cui ricade la gestione anche di questi aspetti, hanno avviato le procedure per sostituire i lavoratori assenti, attingendo dalle graduatorie dei docenti e del personale Ata.

Tra i non vaccinati, comunque, non ci sono solo convinti “no vax”, ma anche persone che non possono vaccinarsi per questioni di salute certificate. In questo caso, la normativa è diversa e prevede che possano essere assegnati ad altra mansione oppure lavorare da remoto. A confermarlo è la segretaria provinciale di Cgil scuola Lucia Bagnoli. «In questi rari casi, che comunque esistono - dice - i docenti possono lavorare in didattica a distanza mentre il personale Ata può essere dirottato su mansioni che non prevedono l'accesso a scuola».

Valentina Vettori

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