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Le donne sono la maggioranza e nasce un progetto per loro

Le donne sono la maggioranza e nasce un progetto per loro

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PISTOIA. Si chiamerà "Unica" il nuovo progetto che la Caritas diocesana dedicherà al sostegno alle donne, da cui arrivano più della metà delle richieste d'aiuto contenute nel dossier 2021. Donne che portano i problemi della famiglia e, sempre più spesso, anche storie terribili di disagio e povertà che sfociano in episodi di violenza.

Il progetto nasce proprio dalla voglia di leggere i nuovi bisogni specifici, figli di una drammatica rivoluzione sociale, per molti già in atto, a cui le restrizioni pandemiche hanno dato l'innesco più violento. "Unica" è uno dei frutti di quella «creatività della carità» di cui parla il direttore della Caritas Marcello Suppressa, per non fermarsi nonostante le restrizioni imposte dalle misure anti contagio.

Colloqui telefonici al posto di quelli in presenza, riorganizzazione dei servizi, nuove sfide come l'ascolto medico, la facilitazione informatica e il rafforzamento di percorsi esistenti come l'accoglienza abitativa. In questo senso si colloca il sostegno a 50 persone ospitate dalla parrocchia di Vicofaro, reinserite nella rete di strutture (parrocchiali o frutto di donazioni) che danno a Caritas 72 posti per il contrasto al disagio abitativo. Tra queste l'Hospitium intitolato al compianto vescovo, Mansueto Bianchi, da cui nel 2021 sono usciti quattro degli otto uomini accolti, per ricominciare in autonomia una nuova vita.

Se le donne che si rivolgono alla Caritas hanno in media 45 anni, la maggior parte degli uomini ne hanno più di 55. Gli stranieri (56,4 per cento delle persone accolte) sono più giovani degli italiani, la cui presenza agli sportelli Caritas rimane più alta della media toscana.

Sono 62 i paesi di provenienza degli stranieri accolti: la crisi del lavoro riporta i cittadini albanesi ad essere i più numerosi agli sportelli, seguiti da quelli di Marocco, Romania e Nigeria. L'aumento sensibile di persone da Africa sub-sahariana e Asia è legato a progetti specifici in uscita da strutture di accoglienza, mentre quello di filippini e senegalesi, tra i beneficiari dell'Emporio, viene dalla perdita totale di entrate nel periodo del lockdown da parte di chi faceva lavori occasionali o non regolarizzati.

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