Gioco
Grazie a ForLeaves via al piano per salvare le foreste pistoiesi
Campo Tizzoro. Nel Pistoiese 62mila ettari di foreste sono nelle mani di un esercito di proprietari. E questo ne mette a rischio la sopravvivenza favorendo l’abbandono. Per evitarlo, è nato il Gruppo operativo ForLeaves.
Coordinato dall’Unione dei Comuni montani dell’Appennino pistoiese (capofila), il progetto punta alla valorizzazione delle foreste locali e alla creazione di valore aggiunto per le funzioni silvo-ambientali. Del Gruppo operativo fanno parte anche Disei-Università di Firenze; Impresa Verde-Coldiretti Pistoia; Anci-Toscana; e le aziende agricole Le Roncacce e Società Agricola montana. Il progetto ForLeaves parte da alcune criticità: la polverizzazione e l’abbandono della proprietà forestale, l’assenza di forme di aggregazione tra proprietari e l’assenza di aziende e altri soggetti locali interessati a valorizzare le potenzialità del territorio rurale montano.
«Abbiamo messo a punto un progetto che su ben 2mila ettari di bosco che sperimenterà indicazioni operative per iniziare un percorso virtuoso – ha detto Luca Marmo, presidente dell’Unione dei Comuni – Si tratta di un campione importante ben rappresentativo della realtà della foresta pistoiese, che in totale conta oltre 62mila ettari di bosco».
Adesso siamo nella fase in cui il Gruppo operativo deve studiare un modello che permetta di creare un sistema economico attraverso la risorsa bosco.
«Ci troviamo di fronte a una realtà non gestita per questioni strutturali – spiega Francesco Benesperi, responsabile area forestazione dell’Unione dei Comuni – La superficie media degli appezzamenti è di pochi ettari a proprietario. Ciò ha impedito una gestione silvo-ambientale che abbia anche un senso economico. Con il Gruppo operativo ci proponiamo di incoraggiare la gestione attiva e razionale delle risorse forestali, per sfruttare le opportunità economiche offerte dalla diversificazione, creando le condizioni per usi forestali alternativi o complementari al taglio».
«Siamo di fronte ad una sfida immane, da cui dipende il futuro di tutto il territorio della provincia, anche quello in pianura – ha aggiunto Gianfranco Drigo, direttore di Coldiretti Pistoia – La frammentazione delle proprietà favorisce l’abbandono del bosco, che non essendo gestito non solo non genera reddito, ma crea danni».
C.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google