Gioco
Ristoratore “resuscita” l’amaro di famiglia dedicato a San Jacopo
Il sapore della tradizione torna con una nuova veste dopo quarant’anni di oblio grazie a Cecco Innocenti
PISTOIA. Il sapore della tradizione torna con una nuova veste, per conquistare di nuovo il gusto dei pistoiesi. Al Caffè Valiani ha fatto il suo debutto in società il nuovo “Amaro San Jacopo”, squarciando quarant’anni di oblio. L’iniziativa è del vulcanico Francesco “Cecco” Innocenti, titolare della taverna Gargantuà, che ha messo per quest’occasione i panni del distillatore.
Quarant’anni, sì, perché fino agli anni Ottanta un “Amaro San Jacopo” si poteva bere, a Pistoia. Lo produceva nel liquorificio Niccolai di vicolo Taverna Renato Bartolini, agente di commercio e in particolare rappresentante di vini e alcolici vari. Fu lui, quasi per hobby, a lanciarsi nella produzione dell’amaro pistoiese, pezzo forte di una linea completa in cui figuravano una sambuca, un liquore all’alchermes e un fernet.
Qualcuna di quelle bottiglie si trova ancora nelle case dei pistoiesi, con l’inconfondibile etichetta raffigurante piazza del Duomo.
“Cecco” Innocenti era da tanto tempo che pensava di realizzare un liquore alle erbe. È stato suo padre a ricordargli la storia di Renato Bartolini e del suo amaro. Una storia di famiglia, perché l’intraprendente agente di commercio altri non era che il prozio dello stesso Innocenti. Di lì è nata l’idea di rilanciare l’amaro, aggiornandone solo un po’ la ricetta per adattarla meglio al gusto moderno: meno zucchero e una nota agrumata in più.
Innocenti ha coinvolto nell’operazione la moglie di Renato, Loretta, la figlia Isabella e una distilleria di Prato, l’”Opificio Numquam”. L’artista Laura Pomposi ha poi creato la nuova etichetta, un San Jacopo stilizzato che richiama comunque una delle immagini più tipiche della città. Così è nato il nuovo “Amaro San Jacopo”, prodotto esclusivamente con erbe coltivate secondo i dettami biologici e biodinamici. Chi vuole assaggiarlo lo può trovare alla taverna Gargantuà, ma “Cecco” Innocenti lo vorrebbe vedere far capolino dagli scaffali di ogni bar di Pistoia. Un gusto moderno, amaro, da bere a fine pasto, come digestivo, ma anche con una vocazione al cocktail ancora tutta da esplorare. Prosit.
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