La manifestazione
Infanzia, cinquant’anni fa nasceva il modello Pistoia
Al LagoMago celebrata la ricorrenza della creazione del primo nido comunale Da allora i servizi educativi per bambini hanno fatto scuola in tutto il mondo
Elisa Pacini
PISTOIA. Non fosse per un festoso viavai di “grandi” con telecamere e taccuini, non fosse per il brindisi delle maestre col sindaco Tomasi e l’assessore Frosini, sarebbe quasi un giorno come tanti all’asilo nido LagoMago. I bambini, seduti intorno alla maestra, tutti insieme sul tappeto, sono incantati dalla sua voce che li fa letteralmente entrare nel libro che lei legge per loro. Intanto ci si prepara all’accoglienza della delegazione dell’università di Malaga che, nel pomeriggio, verrà a visitare quel mondo a misura di bambino che si apre dietro la porta del nido del Villaggio Scornio, come dietro quelle di tutti i servizi per l’infanzia del comune di Pistoia.
Una normalità “straordinaria”, naturalmente. E non solo perché il LagoMago è una meraviglia dentro e fuori, con le finestre dei laboratori creativi e dello spazio musica affacciate sul laghetto del Villone Puccini. Anche nelle scuole più periferiche i servizi educativi comunali dedicati alla fascia 0-6 anni sono stati e rimangono esempio e modello per tanti. Ambienti belli, curati e stimolanti, in cui la crescita del bambino è al centro di ogni momento della giornata scolastica, di ogni esperienza proposta da insegnanti, che dopo anni, sono orgogliose di aver fatto parte di questa bella storia che continua e guarda al futuro.
Lo ricordano ancora una volta i tanti messaggi di ringraziamento che l’assessorato educazione e istruzione ha raccolto per ricordare una parte importante della sua storia, in una data simbolica, ma nemmeno più di tanto, come il cinquantesimo anniversario della legge nazionale dell’istituzione dei nidi. Da quella svolta epocale per lo stato sociale italiano, non passò molto tempo perché il Comune di Pistoia, il 2 maggio 1972, aprisse il primo nido, otto anni dopo l’apertura della prima scuola dell’infanzia.
«I primi passi che hanno portato Pistoia nel mondo» dice giustamente Gina Lillocci, storica insegnante dei nidi comunali, all’inizio del video celebrativo che abbraccia tutto il mondo. I 14 messaggi scelti tra quelli di docenti, ricercatori, pedagogisti ed educatori, che ringraziano per l’accoglienza e gli insegnamenti raccolti nelle visite a nidi, materne e aree bambini di Pistoia, rimbalzano dalla Danimarca al Brasile. Vanno dal Giappone a Londra, dagli Stati Uniti alle Baleari, passando per prestigiose voci italiane come la pedagogista Laura Malavasi, l’ex dirigente del Cnr Tullia Musatti, Nice Terzi (presidente gruppo nidi infanzia) e la performer Patrizia Menichelli.
«Sono tanti ma potevano essere molti di più» dice la funzionaria Federica Taddei, ripercorrendo una storia di scambi culturali, di consulenze per le più importanti università del mondo. Una storia aperta al confronto in cui Pistoia ha fatto letteralmente scuola. Tanto che si può tranquillamente dire che prima della nomina a Capitale della cultura, dell’Anno santo jacobeo, Pistoia era conosciuta soprattutto grazie agli spazi per i più piccoli. Visitati, vissuti, apprezzati da chi negli anni è venuto a studiare un modello, con i servizi educativi “dentro la comunità per la comunità”.
Il video, visto in anteprima da una rappresentanza di maestre dei nidi comunali, probabilmente andrebbe fatto vedere a tutti. Proiettato sulla facciata del Comune come va ora di moda. Perché da sempre, dalla fondazione del primo nido in via Mazzini, allora sotto l’assessorato al sociale diretto da Tamara Alderighi, a Pistoia si è creduto nel circolo virtuoso di relazioni che ha fatto degli spazi educativi il raccordo tra bambini-famiglie e città.
Certo, dagli anni d’oro in cui nidi e materne comunali nacquero, dal centro alla collina, dalla periferia alla montagna, le cose sono cambiate. I numeri lo ricordano, visto che oggi i servizi comunali si fermano a 5 nidi, più 3 spazi gioco e un centro “bambini e genitori”, 7 materne più i laboratori delle aree bambini per sviluppare progetti artistici e scientifici. Dopo l’apertura del nido alle Piastre, è esecutivo il progetto per il nuovo “Melograno”, che riporterà accanto alla scuola per l’infanzia anche lo spazio 0- 3. Ma il cordinamento pedagogico del Comune è centrale anche per la collaborazione e l’interazione sempre più diffusa col privato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
