Gioco
Completata la rete degli infermieri di comunità Più aiuti alle famiglie
Ultimi ingressi a Quarrata, Bottegone, Fornaci e Belvedere Ora il servizio può contare su 36 professionisti attivi
PISTOIA. Si chiamano “infemieri di famiglia e comunità” (in sigla “Ifc”) e rappresentano una piccola rivoluzione per le tante famiglie che hanno bisogno di assistenza continua a casa, soprattutto per malati cronici.
La notizia è che da pochissimi giorni la rete degli infermieri di famiglia copre tutto il distretto di Pistoia e non solo i comuni di Agliana e Montale, dove la novità è sbarcata nel 2019, e quelli della montagna, dove funziona dallo scorso mese di giugno. Grazie ai nuovi infermieri di base nella Casa della salute di Quarrata e nei distretti sanitari di Belvedere, Fornaci e Bottegone, le figure professionali che fanno parte di questa rete sono adesso 36, ta nti quanti ne occorrevano stimando il rapporto – considerato ottimale – di un infermiere ogni 3.500-4.000 cittadini.
Esattamente come ogni famiglia ha il suo medico di base, così adesso avrà anche il suo “infermiere di famiglia”, che seguirà nel tempo l’intero nucleo, prendendosi cura delle persone malate, medicandole al bisogno, controllando che rispettino le terapie prescritte loro dai medici. Persone che sono a disposizione 12 ore al giorno ogni giorno dell’anno, in stretta collaborazione con i medici di famiglia.
La realizzazione di questa rete è stata seguita dal dipartimento infermieristico diretto dal dottor Paolo Zoppi.
«È un modello all’avanguardia nell’assistenza e consente di esercitare una delle forme più avanzate e moderne dell’infermieristica – spiegao Zoppi – L’implementazione a Pistoia è stata possibile grazie alla collaborazione con i dipartimenti della medicina generale e della rermieri di famiglia e i coordinatori dei distretti hanno sostenuto un percorso di formazione, stage e training on the job progettati dal nostro dipartimento e ciò ha permesso di condividere i principi e le modalità organizzative per un’omogenea implementazione su tutto il territorio».
Competenze trasversali, capacità di prendere l’iniziativa di intervenire senza dsover attendere la richiesta della famiglia, prossimità alla comunità e orientamento del paziente e del suo nucleo familiare all’accesso ai servizi e garanzia della continuità assistenziale, sono le parole chiave di questo servizio.
«È’ un ulteriore rafforzamento della nostra rete territoriale in tutti i Comuni, – ha sottolineato Anna Maria Celesti, presidente della Società della salute pistoiese – l’infermiere di famiglia risponde ai bisogni di salute soprattutto da parte dei più fragili con un’offerta assistenziale di ben 12 ore al giorno per 365 giorni».
Per il direttore della zona distretto pistoiese, Daniele Mannelli, l’introduzione dell’infermiere di famiglia rappresenta un’eccellenza della Toscana a livello nazionale. «Questa figura – dice – nella nostra Azienda è ormai operativa dal 2018: è stata voluta dalla Regione per avvicinare la risposta sanitaria al domicilio del paziente. Al momento i riscontri sono positivi in termini di accesso più appropriato ai servizi sanitari e socio-sanitari, con vantaggi anche per i familiari oltre che per i pazienti stessi che possono proseguire le cure diminuendo il ricorso all’ospedalizzazione». Due numeri danno l’idea dello sforzo compiuto: nel 2020 sono stati assistiti 16.757 pazienti non autosufficienti; nel 2019 erano stati 11.433.
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