Il Tirreno

Pistoia

Il sipario del Moderno torna ad alzarsi dopo un anno e mezzo

Elisa Pacini
Il sipario del Moderno torna ad alzarsi dopo un anno e mezzo

Passato lo stop per il Covid ecco la nuova stagione teatrale Il via il 15 dicembre con il cento per cento della capienza 

4 MINUTI DI LETTURA





Elisa Pacini

AGLIANA. In cartellone non c’è Shakespeare, pallino personale dichiarato del sindaco Luca Benesperi, ma si può ben dire che la nuova stagione de “Il Moderno” di Agliana è più di un “sogno di mezza estate” che si avvera.

L’emozione, presentando il programma che tornerà ad animare il palco del teatro aglianese dopo un anno e mezzo di stop assoluto, col 100 per cento della capienza grazie al super green pass (in zona bianca e gialla) si sente. Nelle parole degli amministratori, della Fondazione Toscana spettacolo, con cui il Comune collabora per la realizzazione della stagione, e soprattutto in quelli dell’associazione “Il Moderno” che – con la sua gestione ormai decennale – ha riportato il teatro al centro del popoloso comune della piana.

E non solo perché l’intensità eterna del volto di Anna Magnani disegnato sul muro antistante al foyer è solo qualche murales più in là della centralissima piazza Gramsci di San Piero. Ma per quella porta sempre aperta al territorio che gli spazi del teatro hanno acquisito.

«Abbiamo fatto l’ultimo spettacolo il 29 febbraio 2020 – ricorda Massimo Talone, insieme a Carlo Coda nella cabina di regia del Moderno – In questo lungo periodo, in cui spesso ci siamo guardati storditi, ci siamo anche interrogati su come andare avanti. Lo abbiamo fatto ascoltando la gente, cercando di dare continuità alla nostra offerta con piccole iniziative anche all’aperto, con presentazioni di libri e con la proposta estiva in piazza insieme all’amministrazione. Ripartiamo anche con scelte nuove, da qui, da come siamo ora e non com’eravamo prima».

Proprio il successo del teatro in piazza dell’ultimo Giugno Aglianese ha ridato ossigeno a un settore che – specie nella frontiera sociale e culturale della periferia – è stato tra i più condizionati dalle chiusure per la pandemia. E ha ridato smalto a una collaborazione duratura tra Comune e Fondazione Toscana spettacolo, come hanno ricordato l’assessore alla cultura Giulia Fondi e il sindaco di Agliana.

«Noi ci siamo posti in discontinuità politica con i 74 anni di amministrazione del territorio della sinistra – ha detto Luca Benesperi – senza però stravolgere le cose che funzionavano, come la gestione del teatro e il partenariato con la Fondazione. Quest’anno il cartellone che non manca di commedie brillanti ma si apre anche ai classici».

È il caso dell’adattamento in chiave contemporanea di “Lisistrata” di Aristofane, che Amanda Sandrelli porterà in scena il 4 febbraio. La stagione si aprirà il 15 dicembre “Sinedades”, con il concerto (gratuito) di Erika Boschi e Agustin Cornejo che accompagneranno il pubblico in un viaggio per musica e immagini. Sabato 22 gennaio sarà la volta dell’opera buffa “Le tre verità di Cesira” dove Gennaro Cannavacciuolo è protagonista del monologo prodotto da una garanzia del teatro toscano come Pupi e Fresedde. Il 20 febbraio sarà recuperato uno degli spettacoli saltati nella stagione interrotta di due anni fa, quel “Bartleby lo scrivano” in cui la trasposizione teatrale del testo di Melville è affidata ad uno degli attori più amati dal grande pubblico come Leo Gullotta. Un’altra signora della scena, Milena Vukotic, sarà la protagonista di “A spasso con Daisy” (11 marzo) , famosissima storia già premio Pulizer e film da quattro Oscar, in cui una bella storia di amicizia si contrappone al contesto feroce dell’America della segregazione razziale. “Siamo le foto che scartiamo” del cantautore fiorentino Lorenzo Baglioni (26 marzo) strizza l’occhio ai giovani, al loro linguaggio di nativi digitali e al loro mondo sospeso tra social e realtà. Chiusura della stagione, il 2 aprile, con le donne e gli uomini di oggi, nel tragicomico teatro canzone di Gaia Nanni e Gabriele Doria con “Gli ultimi saranno ultimi”.

«I teatri, i cinema e le biblioteche non sono solo presidi culturali come ha detto il sindaco – ha detto Patrizia Coletta, direttore della Fondazione Toscana spettacolo onlus – ma anche sociali di cui abbiamo grande necessità in questo periodo. Abbiamo messo su il cartellone del Moderno con scelte che parlino a tutti sia a livello di contenuti che di costi».

I prezzi infatti sono gli stessi di due anni fa, sia dei biglietti singoli (dagli 11 ai 14 euro) , sia degli abbonamenti (dai 60 ai 65 euro), che potranno essere rinnovati dal 9 al 18 dicembre e sottoscritti per la prima volta dal 23 dicembre.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca