Toscana
«Tardelli demone» no vax scatenati su Fb contro il vescovo
Reazioni violente e fuori luogo dopo la presa di posizione su chi rifiuta il siero adducendo motivazioni religiose
Valentina Vettori
Pistoia. «Demone». «Sei contro i cattolici». «Il vescovo è contro i preti no vax ma non contro i preti pedofili». «Pensa a dire la messa». Offese dirette o rivolte alla chiesa cattolica in generale, ma anche accuse di non occuparsi di “cose serie” e toni violenti che nulla hanno a che vedere con il confronto nel rispetto delle visioni diverse dalle proprie.
A qualche giorno di distanza dalla pubblicazione sul settimanale diocesano La Vita della presa di posizione di monsignor Fausto Tardelli contro i cattolici no vax che adducono motivi religiosi per non sottoporsi alla somministrazione del vaccino anti Covid, i commenti non si sono fatti attendere. E sotto al post dell’articolo del Tirreno sulla vicenda – pubblicato nella pagina Facebook del giornale – molti hanno dato libero sfogo ai propri pensieri. E ancora una volta, a farla da padroni, sono stati i toni violenti e fuori luogo.
A innescare il vortice – presumibilmente per mano di utenti no vax – sono state le parole usate dal vescovo di Pistoia, che aveva scritto di «non capire come possano dei cattolici convinti, essere accanitamente “no-vax”» tirando in ballo «motivazioni addirittura di fede». Una posizione netta, ma che certo – come lo stesso monsignor Tardelli aveva sottolineato – non è un problema di avere opinioni diverse. Che anzi sono pienamente ammissibili in una comunità come quella cattolica. «Qui però – aveva sottolineato monsignor Tardelli – si va oltre. Si fanno accuse con una violenza inaudita. Si cita satana e le potenze delle tenebre, che sarebbero dentro i vaccini. Si afferma una fede che è puro fideismo e superstizione, perché manda a farsi friggere quella ragione di cui il buon Dio ha dotato gli esseri umani. Qui c’è un palese travisamento della fede cristiana e cattolica».
In poche parole, per il vescovo decidere di non sottoporsi al vaccino è un scelta personale, condivisibile o meno, basta non ammantare motivazioni religiose per non farlo. «Fare discorsi del genere – aveva chiuso nel suo intervento sul giornale La Vita – non è altro che una deplorevole deriva che per grazia di Dio riguarda solo una esigua minoranza di fedeli. Ma da questi sedicenti cattolici non bisogna farsi abbindolare».
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