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In ripresa il settore moda meno le calzature e il mobile

In ripresa il settore moda meno le calzature e il mobile

La produzione industriale segna un +8,4 per cento rispetto al 3° trimestre 2020 Matteini: ma i dati sono ancora inferiori rispetto al 2019 

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pistoia. Attesi, ma comunque importanti come conferme del consolidarsi di una tendenza, gli ultimi dati della produzione industriale di Lucca, Pistoia e Prato raccolti ed elaborati dal Centro studi di Confindustria Toscana Nord.

Nel 3° trimestre 2021 la crescita tendenziale della produzione industriale nell’area Lucca-Pistoia-Prato – quella calcolata nel confronto rispetto allo stesso periodo del 2020 – si colloca a +8, 4 per cento. Un dato coerente con quanto accaduto nel trimestre precedente, quando il confronto con il corrispondente periodo del 2020 era sì maggiore di 5 punti, ma condizionato dal confronto con il periodo peggiore della pandemia, che comprendeva anche la chiusura forzata di molte attività manifatturiere.

Nel confronto con la media del 2019, nel 3° trimestre 2021 l’indice italiano destagionalizzato resta inferiore del -0, 7 per cento, quello di Lucca-Pistoia-Prato del -2, 8 per cento.

Nello specifico dei settori, sono ancora impegnati a recuperare i livelli del 2019 la moda, il lapideo, il mobile e in misura minore la carta; vicinissima all’obiettivo la metalmeccanica, mentre chimica, plastica, alimentare e mezzi di trasporto lo superano, in qualche caso anche ampiamente.

«I dati che la congiuntura mostra a Pistoia sono nel complesso favorevoli, sia in termini di andamento della produzione sia in termini di aspettative – spiega il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini – Spiace per due comparti tipici (cuoio e calzature e arredamento) per cui ancora la risalita è ridotta in termini tendenziali (rispettivamente del +4, 9 e del 5, 4): anche se i colleghi del settore sono ottimisti quanto a ordini e previsioni».

Sostenuto il recupero del settore abbigliamento e maglieria (+9, 1 per cento) della chimica (+10, 8 per cento) e della metalmeccanica (+6, 6 per cento); nel complesso la manifattura a Pistoia aumenta, in termini tendenziali del +4, 6 per cento.

«L’analisi – prosegue Matteini – ha mostrato anche una vitalità delle piccole imprese, laddove le differenze con le grandi aziende (con più o meno di 50 addetti) si sono leggermente attenuate, crescendo di più: questo per Pistoia è un buon dato, vista la struttura della maggior parte delle nostre industrie.

L’auspicio è che la tendenza prosegua, e addirittura migliori; certo che agiamo in un clima di elevatissima incertezza, derivante soprattutto da una crisi sanitaria che confidavamo di aver superato e che torna invece a essere fonte di preoccupazione soprattutto per quelle imprese che esportano anche in Paese vicini a noi; ma in generale per i lavoratori, le famiglie e i consumi interni. Questo, unito a una serie di altri problemi (soprattutto l’aumento dei costi di gas e energia, oltre a quello delle materie prime) mette a dura prova il sistema che comunque, fino a ora, ha saputo ben reagire».

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