Il Tirreno

Pistoia

l’inaugurazione 

Un monumento per preservare la memoria dei tredici tredici aviatori trucidati a Kindu

Carlo Bardini

Cerimonia a San Marcello a sessant’anni dall’eccidio del contingente in missione di pace per conto dell’Onu nell’allora Congo Belga

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Carlo Bardini

San Marcello. Commozione, orgoglio, riconoscenza. È stato celebrato ieri mattina il 60° anniversario dell’eccidio di Kindu, dove, l’11 novembre 1961, nell’attuale Repubblica democratica del Congo, furono trucidati tredici aviatori italiani, membri del contingente dell’Operazione di pace delle Nazioni Unite inviato per riportare l’ordine nello stato africano. I militari italiani formavano gli equipaggi dei due C-119 ( Lyra 5 e Lyra 33), bimotori da trasporto della 46ª Brigata aerea di stanza a Pisa. Uno di loro, il ventisettenne Martano Marcacci, sergente elettromeccanico di bordo, era nativo di Collesalvetti ma viveva nel Comune di San Marcello.

A memoria di quel tragico fatto, ieri è stato inaugurato il monumento ideato dall’architetto Roberto Prioreschi, costituito da una piramide tetradecagonale con inserito all’interno un olivo, simbolo di pace. Donato dall’azienda Vannucci Piante di Pistoia, è stato collocato nel Parco della Rimembranza, a San Marcello. Dopo la messa, officiata da don Cipriano Farcas, la cerimonia dell’alzabandiera, con l’esecuzione, da parte della Banda musicale Appennino pistoiese, dell’Inno di Mameli. Quindi, l’inaugurazione e la benedizione del monumento, con la deposizione di una corona d’alloro da parte dell’amministrazione comunale.

«Il monumento nasce dalla volontà di Giuseppe Arcangeli (recentemente scomparso, nda) – ha detto il sindaco Luca Marmo. Facciamo questo dono alla nostra comunità con grande orgoglio. Abbiamo pensato che Giuseppe Arcangeli volesse e dovesse essere protagonista della giornata di oggi (ieri, nda) e per questo predisporremo una targa con una dedica a lui».

Presente alla cerimonia anche un folta rappresentanza della 46ª aerobrigata di stanza a Pisa. E tra i tanti che hanno assistito, diversi parenti di Martano Marcacci, tra i quali il fratello Luciano e i nipoti Vito ed Eleonora Mancino, figli di Sabrina Marcacci, figlia di Martano. «A nome di tutta la nostra famiglia – hanno detto i nipoti – volevamo ringraziare tutti per la bellissima manifestazione di oggi. Nostro nonno era originario di Collesalvetti ma è giusto che il monumento si trovi qui, perché nella realtà le sue radici sono qui a San Marcello».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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