Sicurezza
Quando Pistoia fu crocevia del Medioevo
La mostra a Palazzo dei Vescovi, con 68 opere tra Duecento e Quattrocento, getta luce sull’identità profonda della città
Una luce nuova, eppure così antica, torna da questo fine settimana di novembre ad illuminare la piazza del Duomo di Pistoia. Le finestre del piano terra dell'Antico Palazzo dei Vescovi, vera lanterna, gettano luce non solo sul passeggio pre-natalizio cittadino ma, più in là, sull'identità culturale della città, profondamente radicata nei secoli che vanno dal Duecento alla prima metà del Quattrocento.
Su quel dialogo fra le arti nel Medioevo, che proprio a Pistoia vide esprimersi alcuni tra i più interessanti artisti della Penisola, proiettando il piccolo Comune toscano in una dimensione extra-territoriale, si impernia la mostra “Medioevo a Pistoia. Crocevia di artisti fra Romanico e Gotico” che ha appena aperto le porte e che rimarrà visitabile fino all'8 maggio 2022. Schivando consapevolmente la tendenza pre-pandemica delle esposizioni instagrammabili, la mostra curata da Angelo Tartuferi (direttore del Museo di San Marco a Firenze), Enrica Neri Lusanna (già funzionaria presso il Ministero della cultura e professoressa di Storia dell'arte medievale a Perugia) e Ada Labriola (specialista di miniatura centroitaliana del Medioevo e del primo Rinascimento), propone un percorso composto da 68 tra opere e codici miniati dalla sconvolgente e dettagliata ricchezza inventiva. Tartuferi cita lo scomparso Miklós Boskovits ribadendone la validità dell'approccio metodologico, confermata dall'impostazione non manualistica della mostra, articolata in sei sezioni che indagano alcuni dei più interessanti nodi critici al centro della letteratura specialistica.
Una mostra-studio, dunque, sullo sfondo del capolavoro identitario dell'Altare d'argento di San Jacopo (contemporaneamente valorizzato dalla mostra nella preziosa sede di San Leone) e della bicromia marmorea delle architetture monumentali pistoiesi che, fregiandosi di un sontuoso lavoro scientifico ed organizzativo della Fondazione Pistoia Musei, apre a nuove ipotesi storiografiche.
Primo evento di questo calibro sulla stagione artistica medievale a Pistoia dopo più di un cinquantennio, da un lato la mostra impreziosisce il quadro delle celebrazioni legate all'anno santo iacobeo, dall'altro è significativa per eliminare la polvere depositatasi sulla bellezza nascosta di un periodo in cui la città, non potendo contare su di un'ampia estensione del territorio né sulla potenza militare, affida alle commissioni artistiche e al culto devozionale il suo prestigio rispetto alla ben più potente e politicamente minacciosa Firenze. Proprio il forte legame della mostra con il territorio di riferimento, da cui provengono molte delle opere esposte, ma anche alla dimensione nazionale ed internazionale, per alcuni degli importanti prestiti ottenuti, o almeno evocati (come nel caso del leggio di Berlino), in un dialogo che coinvolga i musei ed i monumenti medievali della città è la chiave del programma della direttrice di Pistoia Musei Monica Preti, già Responsabile della programmazione culturale all’Auditorium del Louvre. L'occasione della mostra a Pistoia ha inoltre permesso di procedere al restauro di ben 12 opere da ricollocare, al termine dell'esposizione, presso le istituzioni di provenienza, di dotare i crocifissi lignei di San Giovanni Fuorcivitas e di San Bartolomeo in Pantano di nuovi impianti permanenti di illuminazione, così come il delicato intervento di valorizzazione della stessa sede espositiva.
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