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Pistoia

giornata del ringraziamento 

Coldiretti fa il bilancio del 2021 «Vivaismo già oltre il Covid»

Coldiretti fa il bilancio del 2021 «Vivaismo già oltre il Covid»

Le esportazioni del distretto verde hanno superato i livelli pre-pandemia L’occupazione ha tenuto, grazie agli sgravi contributivi. Preoccupano i costi 

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PISTOIA.Per l’agricoltura pistoiese è il momento dei bilanci. Coldiretti propone il suo in occasione della tradizionale Giornata del ringraziamento, che sarà celebrata domani a partire dalle 9 in piazza Giusti a Monsummano. Ma il presidente di Coldiretti, Fabrizio Tesi, anticipa i punti salienti del resoconto 2021. Un anno che va in archivio decisamente in chiaroscuro: da un lato le difficoltà legate al Covid e la preoccupazione per il rincaro delle materie prime; dall’altro la tenuta dell’occupazione e il boom del vivaismo.

tiene l’occupazione

La tenuta dell’occupazione nel settore agricolo è stata favorita da una intuizione di Coldiretti fatta propria dal Governo per fornire uno strumento agile ed immediato per dare sollievo anche finanziario alle aziende: la decontribuzione previdenziale, che ha lasciato nelle casse delle aziende oltre 5 milioni di euro, altrimenti destinati ad essere spesi in versamenti previdenziali Inps.

Questo, insieme alle misure di sostegno al reddito inserite nei vari decreti ristori, «ha permesso alle imprese di continuare ad operare, e di cogliere le opportunità di crescita che si sono create» sostiene Fabrizio Tesi.

i danni delle gelate

L’annata agraria è stata caratterizzata da un evento straordinario ad aprile, con le gelate che hanno portato le temperature notturne sottozero, con conseguenze importanti su diverse produzioni tipiche del pistoiese. A cominciare dal vino che ha visto il dimezzamento della produzione di uva a causa della gelata che ha ‘seccato’ i germogli.

La situazione climatica primaverile ed estiva ha reso ‘horribilis’ anche la stagione dell’olio di oliva. Dopo uno straordinario 2020, la raccolta di olive sui 7000 ettari ad uliveto nel 2021 ha visto un crollo della produzione di oltre il 50%, con punte dell’80%. E con un fenomeno preoccupante: tante piccole aziende, e molti hobbisti, hanno del tutto rinunciato alla raccolta, e pure diversi piccoli frantoi non hanno aperto i battenti.

Negativa anche la crescita della presenza degli animali selvatici che invadono i campi coltivati. Anche se nel 2021 «abbiamo registrato una importante novità regolamentare di Regione Toscana che permette agli agricoltori con porto d’armi, e sotto il controllo della polizia provinciale, di poter autotutelarsi uccidendo selvaggina che crea danni a coltivazioni ed allevamenti, oltre a rendere pericolosa la circolazione stradale». Tuttavia, «nonostante il riconoscibile impegno di Regione, Atc e polizia provinciale siamo ben lontani dal portare il numero di selvatici entro limiti fisiologici. Le specie in eccesso sono molte: piccioni, cinghiali, caprioli, istrici, cervi e minilepri, che tanti danni provocano agli impianti di irrigazione goccia a goccia nei vivai». E veniamo alle note positive. Dopo un anno da dimenticare, nel 2021 sono ripartiti gli agriturismi: a Pistoia sono 224 le strutture che offrono 2.200 posti letto. «Preoccupa la possibile ripartenza dei contagi che imporrebbe misure restrittive anche all’attività agrituristica» osserva Tesi.

Il boom dei vivai

Ma il vero boom è quello del vivaismo negli ultimi mesi. «Se a inizio pandemia si prefigurava un disastro totale – sottolinea il presidente di Coldiretti – i vari lock down e le preoccupazione per i mutamenti climatici hanno prodotto un grande rimbalzo nella domanda di piante.

Un boom confermato anche oggi dal livello di domanda prenatalizia degli alberi di natale, che a Pistoia sono di ottima qualità. Le prime stime Coldiretti indicano una crescita della domanda a doppia cifra, anche del 20/30% per alcune realtà». L’export è aumentato nel primo trimestre 2021 del 39,2 per cento, con le esportazioni che hanno già superato i livelli precedenti all’epidemia.

Conclusioni? «L’agricoltura pistoiese è forte – osserva il presidente della Coldiretti Fabrizio Tesi – il nostro settore primario vale un quarto del valore aggiunto agricolo dell’intera Toscana. L’associazione è impegnata a tutti i livelli a dare sostanza concreta alle prospettive di sviluppo sostenibile, economico ed ambientale, alle 3.200 imprese che operano a Pistoia... Veniamo da un anno molto particolare dove si intersecano le gioie per lo scampato pericolo ed i timori per il futuro. Con la certezza che dovremo accettare una serie di conseguenze che il Covid ha lasciato. Ma, come tutte le crisi, l’emergenza pandemica porterà ed ha portato con sé anche opportunità di rinascita e crescita che dovremo saper cogliere”.

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