Il dolore
Cresce la rete del Codice Rosa arrivano 25 nuovi operatori
L’Asl Toscana Centro ha fatto il punto con una tavola rotonda al San Jacopo La vicesindaca Celesti: «Quella toscana è una realtà unica a livello nazionale»
Pistoia Cresce a Pistoia la rete del “Codice Rosa”, per aiutare donne, ma anche bambini, anziani e disabili, vittime di atti di violenza. Altri 25 operatori andranno a potenziare l’efficacia di uno strumento che, anche in questi mesi difficili di pandemia, non ha mai smesso di funzionare.
È quanto emerso dalla tavola rotonda organizzata e promossa dalle direzioni sanitaria e infermieristica della zona pistoiese dell’Asl Toscana Centro, che si è svolta in questi giorni all’ospedale San Jacopo in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un’emergenza, quella della violenza sulle donne, che si riassume tragicamente in un solo numero: dal 2006 al 2020 nella provincia di Pistoia ci sono stati dieci femminicidi, 6 donne erano di nazionalità italiana e 4 straniera.
La tavola rotonda è stata moderata dalla dottoressa Laura Beninato, dirigente della Rete consultoriale aziendale. La rete è diretta dalla dottoressa Valeria Dubini. L’iniziativa ha avuto come obiettivo primario quello di potenziare ulteriormente l’importante rete di prevenzione per aiutare le vittime ad accedere ai percorsi di assistenza medica, psicologica, sociale e legale messi a disposizione dal “Codice Rosa”.
«Una realtà, quella della rete toscana,unica a livello nazionale» l’ha giudicata la presidente della Società della salute di Pistoia, Anna Maria Celesti. «Grazie infatti ad una legge regionale la Toscana ha consentito a tanti operatori di acquisire una capacità straordinaria nell’affrontare e nel gestire i tanti casi di violenza, purtroppo ancora attuali. Ora ciò che serve oltre al “Codice Rosa” è la prevenzione che può avvenire solo e soltanto attraverso un cambiamento culturale che abbia come obiettivo il rispetto della personale indipendentemente dalla sua identità di genere: per questa ragione la sensibilizzazione sul tema deve essere continua e rivolta soprattutto alle nuove generazioni, a partire dalla famiglia e dalla scuola».
“Come ospedale – ha aggiunto la dottoressa Di Renzo, direttore sanitario del presidio – abbiamo aderito al progetto di Onda (Osservatorio nazionale per la salute della Donna e di genere, ndr) per cogliere un’ ulteriore occasione nel rafforzare il nostro messaggio di appello alle vittime: devono sapere che non sono sole e farsi avanti con fiducia perché nel nostro pronto soccorso verranno accolte nella stanza ‘rosa’, un ambiente protetto e riservato, dove poter parlare con operatori preparati che le potranno accompagnare in un percorso di aiuto e tutela a carattere multidisciplinare».
Monica Chiti, dirigente delle professioni infermieristiche dell’area pistoiese, ha evidenziato che il “Codice Rosa” è un codice che viene attribuito dagli infermieri già al momento del triage in pronto soccorso e di come sia rilevante il ruolo e la presenza degli infermieri dal momento dell’individuazione dei casi, all’accoglienza fino all’accompagnamento delle vittime.
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