Il Tirreno

Pistoia

Corsa alla terza dose al centro San Biagio Da lunedì vaccinazioni più che triplicate

Luca Signorini
Corsa alla terza dose al centro San Biagio Da lunedì vaccinazioni più che triplicate

Circa 500 al giorno gli ultra-quarantenni che stanno approfittando della possibilità di presentarsi senza prenotazione

3 MINUTI DI LETTURA





Luca Signorini

Pistoia. Folla al centro vaccinale di San Biagio, che il 30 novembre chiuderà i battenti dopo sei mesi e mezzo di attività. Da lunedì sono tornate le file, in concomitanza con l’apertura delle prenotazioni per la terza dose di vaccino agli over 40. Un ritmo di 500 somministrazioni al giorno. «Siamo stati mesi senza prenotazioni per le prime dosi, da una settimana ne facciamo una quarantina a seduta», spiega Stefano Gallacci, uno dei coordinatori dei circa 50 volontari del circolo Mcl che hanno gestito logistica e organizzazione in autonomia, senza contributi dall’Asl.

«Da lunedì c’è stato un notevole incremento, nelle scorse settimane facevamo poco più di 150 dosi ogni 24 ore», sottolinea Giulia De Vita, 39 anni, uno dei venti medici Usca che a turno sono in servizio a San Biagio. «Forniamo informazioni agli indecisi – aggiunge – facciamo le anamnesi quando necessario, ci occupiamo degli aspetti burocratici e controlliamo che tutto fili liscio. E se qualche persona si sente male, interveniamo».

Altri due fattori hanno causato la nuova corsa alla vaccinazione. L’anticipo di un mese della possibilità di effettuare la terza dose (non più sei ma cinque mesi dalla seconda inoculazione), e l’annuncio dell’introduzione del “super green pass”: solo i vaccinati e i guariti dal Covid potranno accedere a locali pubblici, ricreativi e culturali. Ci sono parecchie motivazioni insomma per recarsi ai centri vaccinali. C’entra pure la salute.

«Appena abbiamo saputo dell’anticipo a cinque mesi siamo subito venuti senza prenotazione – spiega Luca Fontana – Oggi (ieri, nda) la terza dose la farà mia moglie, il 9 dicembre andrò a farla io, al Ceppo. Non abbiamo mai avuto dubbi ed esitazioni: il vaccino ci difende da questo virus e protegge anche i nostri familiari. Io ho due nipoti 18enni e sono un dirigente del Capostrada Calcio: ho un contatto quotidiano con decine di ragazzi. Non posso rischiare di contagiarli, e allo stesso tempo mi devo proteggere».

Luigi Foceti, 53 anni, è un agente della Polfer di Pistoia. «Come forze dell’ordine, siamo stati tra i primi a vaccinarci, tra febbraio e marzo – dice – La terza dose è necessaria e doverosa, anche in funzione del lavoro che faccio, sempre a contatto con le persone e con i molti giovani che frequentano la stazione». Per lui, vaccinazione eterologa: le prime due dosi con Astrazeneca, il richiamo con Moderna.

Dose di rinforzo con vaccino diverso anche per Annalisa Vezzosi e Omar Ghelardini, entrambi insegnanti.

«“La doppia dose l’ho fatta per senso civico e per proteggere i miei genitori – dice la prima, 49 anni, professoressa all’Alberghiero di Montecatini – poi ho capito che comunque il Covid possiamo prenderlo tutti, anche i vaccinati. E allora la terza dose la faccio soprattutto per me stessa».

«Penso che il vaccino sia fondamentale di fronte a questo virus – aggiunge Ghelardini, 40 anni, docente alla scuola media Marconi di Pistoia – Non ho fatto la corsa alla prenotazione, ma appena ho avuto la possibilità sono venuto per la terza dose».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca