Sicurezza
Capitale dello sport: ora Abetone pensa al Museo dello sci
Abetone. È un’opportunità per il Comune di Abetone-Cutigliano, diventare il prossimo anno “Capitale toscana dello sport”. Un’occasione per rilanciare il territorio. «Abbiamo portato in consiglio comunale questo atto di indirizzo proprio alle porte della nuova stagione invernale come segno di ripartenza- dichiara l’assessore al turismo Andrea Formento – Grazie alla proposta di legge del consigliere regionale Diego Petrucci, ci verrà conferito il titolo di “Capitale toscana dello sport”. Questa iniziativa, insieme ad altre, potrebbe essere un’opportunità per far ripartire l’economia. Nel 2022 sarà il settantesimo anniversario della vittoria olimpica ad Oslo di Zeno Colò: una ricorrenza che si collega alle Olimpiadi invernali in Cina e che quindi avrà ancora più rilevanza».
La proposta è vista di buon grado dal capogruppo di maggioranza Andrea Tonarelli, che specifica: «Abetone- Cutigliano ha una grande importanza in ambito sportivo e lo dimostra il fatto che l’unico oro olimpico in discesa libera sia stato vinto da un cittadino di Abetone. Anche il Museo dello sci è stato per anni una grave mancanza per la nostra montagna e ad oggi è un’iniziativa culturale importantissima».
Durante il consiglio comunale è stato inoltre conferito un riconoscimento a Elena ed Egiziano Sichi, proprietari dell’albergo “Alpino” di Pian di Novello per i 50 anni di attività. Un traguardo molto importante soprattutto per chi, come i primi proprietari Luca e Celestina, anni fa ebbero la lungimiranza di avviare un’impresa ricettiva in questo territorio. «Vorrei ringraziare tutti i ragazzi giovani come Elena – dichiara il sindaco Marcello Danti – che con la loro voglia di fare portano avanti queste attività. Il futuro della nostra montagna è nelle loro mani». «Un riconoscimento che va anche a chi non c’è più – commenta il presidente del consiglio comunale Diego Petrucci – Cinquanta anni fa è stata creata questa struttura ricettiva e turistica ed è grazie a persone come Luca e Celestina che questa montagna è diventata diversa, una meta turistica».
C. B.
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