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Sos dalla Fondazione Maic Bardelli: «La Regione non autorizza le cure»
PISTOIA. In Regione è scattato l’allarme rosso sui conti della sanità 2021: un “buco” stimato in almeno 550 milioni, che sta costringendo il presidente Giani ad una manovra di salvaguardia. Ma le conseguenze di questa situazione si fanno sentire anche a Pistoia, dove la Fondazione Maic (sigla che sta per Maria Assunta in Cielo e che identifica l’ex Aias) lancia a sua volta il segnale d’allarme. Un comunicato stampa di ieri, firmato dal presidente Luigi Bardelli, spiega che l’attività della Fondazione, l’assistenza alle persone con disabilità, viaggia da mesi a scartamento ridotto, perché la Regione autorizza con il contagocce i trattamenti destinati ad utenti che ne avrebbero bisogno, sia nuovi casi che persone che da anni frequentano il servizio diurno della stessa Maic. Il rapporto tra la fondazione pistoiese e la Regione è regolato da precise convenzioni: perché un protocollo di cure possa essere avviato con la necessaria copertura economica, occorre una autorizzazione con impegnativa. Ma «nonostante le rassicurazioni verbali da parte dei resposabili regionali da tempo sistematicamente informati – scrive Bardelli – di fatto non si provvede ad autorizzare, con impegnative, il trattamento di utenti regolarmente visitati... Tutto questo impedisce il lavoro del personale, quindi c’è l’impossibilità di rendicontare e, di conseguenza, gravi ammanchi rispetto al bilancio».
Ricordiamo che la fondazione Maic assiste oltre duemila pazienti e ha alle sue dipendenze circa 130 persone.
Bardelli sottolinea che negli anni precedenti la Regione è sempre stata molto sollecita nei confronti del mondo della disabilità. Ma ora la situazione si sta facendo grave, mentre le richieste di aiuto da parte di tante famiglie continuano ad accumularsi.
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