Il Tirreno

Pistoia

all’istituto de franceschi - pacinotti 

Tre nuovi macchinari grazie a un bando Caripit

Leonardo Agostini
Tre nuovi macchinari grazie a un bando Caripit

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Leonardo Agostini

Pistoia. Sono tre i nuovi macchinari che l’istituto professionale De Franceschi-Pacinotti di Pistoia ha potuto acquistare grazie al bando “Scuola in Movimento” promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Strumentazione di ultima generazione, in parte sperimentale, che andrà ad arricchire la dotazione tecnologia dell’istituto in un’ottica di ampliamento della didattica. Si tratta, nello specifico, di una macchina pneumatica, una termoidraulica e una meccatronica (equilibratrice e smontagomme).

«La valorizzazione del territorio rappresenta il nostro obiettivo primario - ha spiegato Ezio Menchi, rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia -. Per noi l’istituto Pacinotti è primo in classifica: una scuola che consideriamo esemplare anche per il suo modo di muoversi, di innovarsi e aprirsi al territorio».

«Ringraziamo la Fondazione per la stima e lo sguardo lungimirante con cui guarda alle fasce sociali meno avvantaggiate», ha commentato Luca Traversari, professore dell’istituto e responsabile del progetto "Green Innovative Technology Automotive" che ha vinto il bando.

«C’è tanta fame di lavoro nel settore professionale», ha detto il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi ai ragazzi del De Franceschi-Pacinotti. Eppure i dati pubblicati dal Ministero dell’Istruzione testimoniano una flessione nelle iscrizioni agli istituti professionali, calate dal 12,9% del 2020 all’11,9% di quest’anno. Un settore che sta pagando più degli altri la crisi del sistema scolastico, incapace di creare quelle professionalità che attualmente le aziende del territorio richiedono.

«Le opportunità sul territorio non mancano - ha affermato Argeo Bartolomei di Argos Engineering, azienda pistoiese che si occupa di progettazione industriale meccanica. Purtroppo manca una visione unitaria in grado di mettere a sistema il bagaglio tecnico-culturale delle aziende e le nuove professionalità che escono dalle scuole. Per questo vorremmo potenziare la strada dei corsi post-diploma Its, che sono forse lo strumento migliore per creare nel territorio le qualità tecniche che servono».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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