Sicurezza
Sul web un coro di sì alla proposta di intitolargli una strada o un piazza
L’idea del poeta e scrittore Federico Pagliai: «Da ragazzo lasciò il suo paese di origine per realizzare il proprio sogno ma è rimasto uno di noi»
Cutigliano. La montagna pistoiese piange il “suo” maestro cioccolataio, e a poche ore di distanza dalla scomparsa di Roberto Catinari, originario di Bardalone, nel comune di San Marcello, arriva la proposta di intitolargli una piazza o una via.
Un segno di riconoscimento nei confronti di un uomo che, pur avendo scelto di lasciare il proprio paese d’origine quando era solo un ragazzo, per realizzare i suoi dolci sogni, non ha mai dimenticato quei luoghi dove tornava per ritrovare le sue radici ogni volta che ne sentiva il bisogno. Ad avanzare la proposta sui social, trovando subito una grande eco in molte altre persone, è l’infermiere, poeta e scrittore Federico Pagliai, montanino nell’animo, proprio come Catinari.
Pagliai, citando i suoi ricordi di ragazzo incantato difronte alla figura di quell’uomo dalla lunga barba e dalle mani sempre colme di cioccolata, avanza l’idea di rendere omaggio a una figura che ha reso orgogliosi tutti gli abitanti della montagna pistoiese.
«Primo box, sulla destra – scrive Pagliai – Ecco, mi bastava fermarmi lì. C’era un uomo, dalla barba lunga, le mani che pinzavano pezzetti di cioccolata, i modi garbati. Per me, da sempre goloso di cioccolata, la Sagra di Cutigliano era essenzialmente il box del Catinari, “il primo sulla destra”».
Un appuntamento fisso per il giovane Federico Pagliai e per chi, come lui, viveva quegli eventi come un rituale da non mancare.
«Arrivavo, compravo e ripartivo – prosegue nel suo racconto – Dove, poi, il Catinari finisse nei restanti giorni dell’anno lo scoprii sul finire degli anni Novanta. Ero ad Agliana, postazione automedica 118, quando nello svoltare verso il parco Pertini ti vedo la sagoma, alta e barbuta, di quell’uomo che ricordavo di avere visto solo quassù nei giorni di mezz’estate».
«Entrai – va ancora avanti lo scrittore Pagliai – il tempo di scambiare due parole e mi disse: “Te non sei di qui, hai l’accento da montanino!”. Ecco, io non so dove abbia imparato a fare quella cioccolata da delirio. Quello che invece credo è che però sia rimasto, pur andando via da quassù, uno di noi. Allora, intitoliamogli una via».
V.V.
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