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La Cgil: «Dottoresse più brave ma peggio pagate dei colleghi»

La Cgil: «Dottoresse più brave ma peggio pagate dei colleghi»

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PISTOIA. «Soltanto quattro sono le donne tra i primi 50 dirigenti medici per retribuzione complessiva per l’ anno 2020 e complessivamente soltanto tre dirigenti medici su dieci di genere femminile. Un quadro con più ombre che luci per ciò che riguarda le politiche di genere, alla Asl Toscana Centro».

La valutazione critica arriva da Paola Carradori, segretaria della Funzione pubblica Cgil di Pistoia-Prato, dopo la pubblicazione – sul sito dell’Asl Toscana Centro – delle retribuzioni 2020 dei medici in servizio nelle strutture ospedaliere e territoriali.

Dei 413 medici a tempo indeterminato della Asl, che abbraccia i territori di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia, soltanto 124, ovvero un terzo, sono donne. Non solo: «Purtroppo – sottolinea Carradori – dobbiamo registrare una retribuzione complessiva largamente inferiore a quella dei colleghi uomini . Il dato che colpisce è relativo al fatto che la parte di salario costituita dal raggiungimento degli obiettivi (le altre parti sono legate agli incarichi, al lavoro straordinario ed alla libera professione, ndr) è più elevato per le dottoresse. Seppur di poco, la media dei premi relativi alla retribuzione per obiettivi è più alta tra le donne che tra gli uomini. Queste infatti si distinguono per una media che supera 5.400 euro lordi annui mentre i colleghi maschi si fermano a meno di 4.900 euro».

Insomma le dottoresse sopravanzano i colleghi maschi quando vengono valutate sulla base delle performance, ma per il resto sono penalizzate.

«Gran parte della differenza tra le retribuzioni finali – aggiunge Carradori – derivano dalla possibilità che hanno i dottori di dedicarsi alla libera professione intramoenia dalla quale, per motivi sociali, le colleghe dottoresse vengono estromesse.Basti pensare che sopra i 30mila euro di salario derivante dalla libera professione troviamo 25 uomini e solo 4 donne».Insomma le donne hanno performance professionali migliori ma incarichi meno remunerativi e minore possibilità di dedicarsi alla libera professione.«Un quadro davvero sconfortante» conclude Carradori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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