Sicurezza
Cinque milioni per migliorare le case popolari in provincia
PISTOIA. Una parte importante dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (il famoso Pnrr) sono stati destinati agli alloggi pubblici. In particolare, Pistoia e provincia si è vista assegnare dalla Regione proprio in questi giorni 5 milioni 366.420 euro, una somma che sarà suddivisa negli anni dal 2021 al 2026. Il programma è intitolato “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica”.
Tra gli interventi ammissibili ci saranno i progetti di miglioramento o di adeguamento sismico, l’efficientamento energetico, la razionalizzazione degli spazi di edilizia residenziale pubblica (compresi interventi di frazionamento o ridimensionamento degli alloggi), la riqualificazione degli spazi pubblici di pertinenza, l’acquisto di immobili da destinare alla sistemazione temporanea degli assegnatari di alloggi pubblici e la locazione di alloggi da destinare temporaneamente agli stessi soggetti. Non sarà ammesso invece il doppio finanziamento, vale a dire una doppia procedura (con gli stessi costi) mediante altri programmi o risorse del bilancio dello stato.
«Credo si presenti una occasione unica ed importante – ha commentato la consigliera regionale del Pd Federica Fratoni - per dare una risposta concreta al disagio abitativo di molte persone e migliorare lo stato del patrimonio di edilizia pubblica delle nostre comunità. Con l’arrivo di queste risorse dal Pnrr si potrà iniziare a delineare un volto nuovo per parti importanti di tutto il territorio pistoiese muovendosi nelle direttrici della sostenibilità e di una migliore qualità della vita per tutti».
A questi nuovi finanziamenti ha fatto cenno, durante la seduta delle commissioni 1 e 6 del consiglio comunale di Pistoia, anche il presidente della Spes Riccardo Sensi. È proprio la sua società ad avere il compito istituzionale di gestire gli alloggi pubblici in provincia, ma il gigantesco buco di bilancio emerso negli ultimi due anni la condanna all’immobilità di fatto finché i Comuni soci non ricostituiranno il capitale sociale (vedi “Il Tirreno” di ieri, ndr). Una ragione in più per procedere al più presto con il piano di risanamento, che prevede – lo ricordiamo – versamenti per 3,5 milioni.
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