Il Tirreno

Pistoia

la storia 

In bici fino ad Aosta poi la scalata al Bianco. Francesco firma una nuova impresa

Giancarlo Fioretti
Francesco Bruschi
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Francesco Bruschi

Serravalle, diciotto anni, rocciatore, appassionato di mountain bike e documentarista. Ma ora deve pensare alla maturità

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SERRAVALLE. «Sempre più in alto» urlava fra le cime innevate Mike Bongiorno in un fortunato spot pubblicitario degli anni Ottanta. E «sempre più in alto» è anche l’obiettivo di Francesco Bruschi, 18 anni da Serravalle, studente al liceo Forteguerri di Pistoia. Sue sono infatti due imprese che lo hanno posto all’attenzione generale nel mondo dell’alpinismo. La prima è stata l’arrampicata sulle 40 vette delle Alpi Apuane in soli 11 giorni. Un vero record, soprattutto se si tiene conto che all’epoca dei fatti Francesco non aveva ancora raggiunto la maggiore età. A condividere con lui questa esperienza bellissima, l’amico Francesco Tomè, che di anni adesso ne ha 21.

L’avventura sulle Apuane è stata però soltanto il preludio ad un’altra esperienza, che difficilmente si crede realizzabile a due ragazzi così giovani: l’ascesa sulla cima del Monte Bianco giungendo in loco (cioè in Val d’Aosta) in mountain bike, direttamente da Serravalle. «L’amore per la montagna e per l’alpinismo – dice Francesco – me lo hanno trasmesso i miei genitori. Sin da piccolo, alcune escursioni sulle Apuane erano una tappa fissa nei mesi invernali, mentre d’estate una lunga parentesi sulle Dolomiti non mancava mai». L’aria di montagna ha sicuramente stimolato in Francesco la voglia di fare attività sportiva, visto che sin da bambino ha conseguito alcuni record toscani nella corsa campestre e su strada. La sua società era l’ Atletica Casalguidi, che abbandonò, da adolescente, per inseguire il miraggio di una brillante carriera sui campi di calcio dove ha indossato le casacche di Prato e Pistoiese.

«L ‘alpinismo però – continua Francesco – ha da sempre rappresentato per me un richiamo troppo forte per potergli resistere. Quello che casomai io cerco di abbinare a questa mia passione è la sinergia con la bici, che spesso uso per recarmi sui luoghi di arrampicata, come del resto ho fatto in occasione della scalata al Monte Bianco. Altra caratteristica che abbino alle mie imprese sportive, e che mi accomuna in tutto e per tutto al mio amico Francesco Tomè, è la volontà documentaristica. Sono infatti convinto che oggi la possibilità di far girare video, docufilm e documentari in rete sia una grandissima possibilità per far conoscere a tutti le bellezze della natura e la positività di uno stile di vita come il nostro». Per questo oggi, sia Francesco Bruschi che Francesco Tomè, sono conosciuti come due star delle varie piattaforme. I loro filmati sono stati acquisiti dalla Itaca on demand, mentre la loro fama è arrivata addirittura a toccare il celebre Mountain Festival di Banff, in Canada, una delle più importanti realtà mondiali per ciò che concerne il film documentaristico. Progetti per il futuro? «In primo luogo – conclude – voglio conseguire la maturità classica poi, per la prossima estate, vedremo…». Siamo certi però che Francesco trascorrerà ben poco tempo sotto l’ombrellone.

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