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Frazioni montane senza medico La soluzione non c’è e la protesta cresce

Carlo Bardini CIREGLIO.
Frazioni montane senza medico La soluzione non c’è e la protesta cresce

L’affollata assemblea con il sindaco non ha portato novità «Ci rivolgeremo al prefetto perché tuteli i nostri diritti»

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Si rivolgeranno al prefetto perché i loro diritti siano salvaguardati. E la salute è uno dei diritti fondamentali. La protesta è quella dei cittadini delle frazioni collinari del comune di Pistoia (Cireglio, Pracchia, Le Piastre e Orsigna), che non hanno ancora un medico di famiglia al posto di Simone Iadevaia, che alla fine di ottobre ha lasciato l'incarico.

L’incontro di ieri pomeriggio a Cireglio con il sindaco Alessandro Tomasi non ha fatto emergere nell'immediato nessuna soluzione. Il problema è quanto mai urgente: chi ha bisogno di medicine salvavita, di una ricetta, di un vaccino anti-Covid o del tradizionale antinfluenzale, a chi dovrà rivolgersi? Domande che sono emerse più di una volta da parte delle persone presenti all'incontro di ieri.

Ognuno con le proprie difficoltà, ognuno con dei casi particolari. Ma tutti con un comune denominatore: la necessità di riavere un medico di famiglia. E sono 1.400 le voci che gridano questa richiesta.

«Lunedì sera – ha detto Filippo Zuccherini, presidente della Pro loco – abbiamo un incontro e decideremo come intervenire nei confronti del prefetto, per metterlo a conoscenza di questo grave problema. Bisogna muoverci uniti».

L'amministrazione comunale sta lavorando per trovare una soluzione anche perché, come ha detto lo stesso Tomasi «in questi giorni stiamo ricevendo in Comune telefonate da parte dei cittadini per sapere come devono fare ad avere una ricetta o fare una visita».

Ma il problema è complesso. «L'assenza del medico di famiglia è un problema che ora riguarda noi – ha sottolineato Tomasi – ma parlando con l'Asl si è capito che presto toccherà anche alla montagna pistoiese a causa di alcuni pensionamenti. Con uno degli ultimi bandi, si sono presentati in diversi e adesso c'è una graduatoria da definire. I medici potevano indicare più zone e qualcuno ha indicato quella di Pistoia, che comprende anche i centri di collina. Ma i medici hanno facoltà di scegliere se fare ambulatorio anche qui o meno».

E il nodo è proprio questo. «Noi capiamo che oggi esiste un sistema normativo, messo in piedi in questi anni e che permette che si generi questa situazione, però non si può accettare che per questi intrecci di leggi, venga meno il diritto di una popolazione della montagna. E su questo concetto non si può derogare. Bisogna pensare ad un modello differente per la montagna».

Molti sono stati gli interventi . Tra questi, Alessandro Parrini, presidente della Misericordia di Campiglio, che ha stigmatizzato l’assenza all’incontro di rappresentati regionali.



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