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Pistoia

verso le elezioni 

Centrosinistra diviso, aut aut al Pd «Con noi o con Italia viva e Azione»

Valentina Vettori
Centrosinistra diviso, aut aut al Pd «Con noi o con Italia viva e Azione»

Prima bozza di programma di 5 Stelle, Possibile, Sinistra civica ecologista e Verdi-Europa verde

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Valentina Vettori

Pistoia. Transizione ecologica, mobilità dolce, risparmio energetico e rigenerazione urbana, per una Pistoia che guardi allo sviluppo in chiave sostenibile. I primi a scendere in campo in vista delle elezioni amministrative 2022 nel comune capoluogo sono Movimento 5 Stelle, Possibile, Sinistra civica ecologista (Articolo Uno e Sinistra italiana) e Verdi-Europa verde. Ieri hanno presentato il percorso condiviso svolto per la sottoscrizione di un documento di intenti unitario. In estrema sintesi, la base di un programma elettorale su cui – definiti i paletti imprescindibili legati alle tematiche ambientali – i quattro soggetti politici aprono al dialogo con tutte quelle forze progressiste (partiti, liste civiche e associazioni) del centro sinistra.

Tutte le forze, o quasi.

Perché dopo il diktat del “no a qualsiasi tipo di confronto o coalizione” espresso nei giorni scorsi da Italia viva e Azione nei confronti dei 5 stelle, i tre soggetti Possibile, Sinistra Civica Ecologista e Verdi fanno quadrato intorno ai pentastellati, rimandando la decisione sul “da che parte stare” al Partito democratico e a tutte le altre realtà della sinistra pistoiese.

Insomma, «o con noi o con Iv e Azione».

A definire il percorso in vista del ritorno alle urne sono Nicola Maglione per il Movimento 5 Stelle, Edoardo Ottaviano per Possibile, Mattia Nesti per Sinistra civica ecologista e Fabrizio Geri per i Verdi, riuniti, appunto, in una prima forma di coalizione. I quattro dicono però la loro anche sulla questione delle primarie per la scelta del candidato a sindaco.

«È prematuro parlare di nomi quando ancora non è definito il perimetro della coalizione – dicono – Inoltre, non è attraverso le prove di forza o una conta interna che ci si candida a guidare la città. Per avere credibilità serve una candidatura in cui tutti possano riconoscersi e che rappresenti non gli apparati di partito ma le migliori energie civiche della città».

Insomma, la strada per un accordo sembra tutt’altro che semplice, ma al netto delle dinamiche politiche, il confronto – come detto – dovrà partire da un programma elettorale. Oltre alle questioni ambientali e di sostenibilità, M5s, Possibile, Sce e Verdi puntano su un governo del territorio che metta al centro la cura e l’assistenza alle persone, le infrastrutture sociali per contrastare le diseguaglianze e le disparità di genere, cultura, istruzione, digitalizzazione e democrazia partecipativa.

«In questi anni – dice Nesti – abbiamo assistito a una immobilità della giunta Tomasi nei confronti di scelte fondamentali per il futuro della città. E siamo convinti che sia giunto il momento di mettere in campo un diverso modello di sviluppo per il territorio».

E il pensiero vola subito a partite come quella per il recupero delle Ville Sbertoli e dell’area dell’ex Ceppo.

«Su questi temi – prosegue Nesti – nonostante sia imprescindibile portare avanti un confronto con Regione e Asl, il Comune deve comunque sviluppare una progettualità, mentre questa amministrazione non lo ha fatto. Ed è la stessa cosa che sta capitando con i fondi per il Pnrr».

«Abbiamo anche individuato – aggiunge Maglione – sprechi di questa amministrazione per circa 1,6 milioni di euro. Un tema su cui vorremmo intervenire, a partire dal piano di riqualificazione dell’illuminazione pubblica, che consentirebbe di risparmiare 800mila euro all’anno».

«Ci è chiara la necessità di dare una svolta all’amministrazione del territorio dopo quasi cinque anni di immobilità – interviene Ottaviano – E vogliamo confrontarci con i cittadini parlando di nuove idee per Pistoia».

«Ambiente e territorio – conclude Geri – sono temi centrali. Ma non ci si può fermare solo alla gestione dell’ordinario e dei temi che riguardano la piana. Il comune arriva fino all’Orsigna e di quei territori dovremmo occuparci offrendo servizi che ancora mancano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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