La protesta
Le piante made in Pistoia spopolano in Europa e le vendite volano
PISTOIA. Bene il distretto verde del florovivaismo, benino quello del mobile imbottito di Quarrata, decisamente male le calzature di Lamporecchio. Questa, in estrema sintesi, la foto scattata dall’ultimo “Monitor dei distretti della Toscana”, l’indagine economica pubblicata periodicamente dall’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, mettendo sotto la lente le vendite all’estero dei sistemi economici locali di tutta la regione.
Reti di imprese che, senza un coordinamento formale, riescono a proporsi sui mercati internazionali con efficacia ed alta qualità, grazie alla storica capacità di collaborare ed integrarsi: è sempre stata questa la forza dei distretti, in particolare di quelli toscani. In provincia di Pistoia la Regione ne riconosce almeno tre: il florovivaismo, il mobile imbottito, le calzature.
Le notizie migliori arrivano dal primo, che nel giugno scorso ha saputo mettere insieme 249,6 milioni di merci vendute all’estero, contro i 171,8 del 2020 (+45,3%) e i 184,2 del 2019 (+35,5). Il che vuol dire non solo aver fatto molto meglio del terribile 2020, anno segnato dall’esplodere della pandemia, ma anche – e nettamente – dell’anno precedente. Un risultato «realizzato con maggiori vendite verso i principali partner europei – sottolinea il Monitor – come Francia (+42,5% rispetto al 2019), Germania (+22,4%) e Regno Unito (+59,2)». Insomma, in Europa cresce la voglia di piante made in Pistoia: una tendenza che il distretto dovrà consolidare ulteriormente.
Non è andata malissimo neanche ai mobili imbottiti di Quarrata, che hanno chiuso il primo semestre 2021 con vendite all’estero per 36,5 milioni di euro. Non sono ancora i 42 milioni del primo semestre 2019, ma molti di più del dato (28,8 milioni) fatto registrare lo scorso anno. Insomma, il “rimbalzo”, almeno in questo caso, c’è stato, anche se ancora non basta per recuperare tutto il terreno perduto.
Va decisamente peggio al distretto calzaturiero della Valdinievole. L’export a giugno 2021 valeva 39,9 milioni di euro, il 10,4 per cento in più rispetto al catastrofico 2020 (quando le vendite semestrali si fermarono a 36,2 milioni) ma il 55,2 per cento in meno rispetto agli 89,2 milioni incassati nell’ultimo anno pre-crisi. Complessivamente, i distretti pistoiesi a giugno fanno segnare un 4 per cento in più sul primo semestre 2019 e un 30 in più sul dato del giugno 2020.
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