Lutto
La pizzeria regala a chi ne ha bisogno il cibo rimasto invenduto
San marcello, l’iniziativa del gestore della pizzeria “Il Cantuccio” per aiutare i suoi compaesani e non dover gettare via ciò che ha cucinato in giornata
San Marcello. Alla sera, dopo la chiusura, alla pizzeria “Il Cantuccio” di Andrea Pierallini si può prendere il cibo avanzato e portarselo via. Un’iniziativa che il gestore del locale sta attuando negli ultimi tempi, perché gli piange il cuore quando si trova costretto a buttare nella pattumiera ciò che è rimasto in cucina e che è inutilizzabile il giorno dopo. Che il cibo è “sacro” e non va sprecato, tra le generazioni di una volta era quasi un dogma. E Pierallini, che di anni sulle spalle ne ha diversi, sta cercando di fare il possibile per non gettare nell’immondizia quello che non è riuscito a vendere durante il giorno nella sua pizzeria, a San Marcello, in via Roma.
«Quando arrivo alla sera – spiega il titolare del locale – e vedo che sul banco è avanzato del cibo, mi prende male solo al pensiero di sapere che lo getterò via. La mia famiglia mi ha sempre insegnato che bisogna avere rispetto del mangiare e che non dobbiamo sprecarlo. Gettarlo nella spazzatura è il più negativo spreco che si possa fare. A volte porto qualcosa a casa, ma sinceramente ho notato che può capitare che alla fine sia gettato via lo stesso».
Quindi Andrea Pierallini è giunto alla conclusione che una possibilità per fare del bene al prossimo e per non tradire quella cultura fatta di valori che gli hanno tramandato fin da piccolo era quella di donare il cibo invenduto.
«Senza voler offendere nessuno – spiega – credo che questa sia una fase difficile per tutti noi, chi più chi meno. Credo anche che a qualcuno questa poca roba possa essere di aiuto. E allora perché non donarla? È tutta roba fresca del giorno: pizzette, focaccine, paste dolci e altro di questo genere».
Forse il problema più grosso è quello di superare la vergogna. «Nessuno si deve sentire a disagio – spiega – è bello potersi aiutare tra di noi. In un certo senso questo è il mio modo per essere vicino al prossimo. Qualcuno mi ha suggerito di mettere la merce fuori alla sera, ma non voglio farlo. La gente mi conosce, sa come contattarmi, i miei numeri sono anche su facebook. Se posso aiutare lo faccio volentieri: me lo fanno sapere e io li accontento per quel che posso».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
