Sicurezza
«È il nostro presidente, ci ha ridato speranza»
PISTOIA. Per i suoi sostenitori, Jair Bolsonaro è ben più di un presidente. «Mito, mito» è infatti il grido con cui accolgono il capo di stato brasiliano al suo arrivo al sacrario di San Rocco, dedicato ai caduti brasiliani nella Seconda guerra mondiale. Sono una ventina, agguerritissimi e decisi a farsi sentire. Molti indossano, a mo’ di mantello, la bandiera brasiliana. Per loro Bolsonaro è un simbolo di riscossa e di orgoglio. «Dopo gli anni della dittatura – spiega uno di loro, Tonio Paulo da Cuña, brasiliano residente a Pistoia – la sinistra in Brasile aveva creato un regime, con il presidente Lula. Corruzione a tutti i livelli, dalla politica alla magistratura alla stampa. Con l’arrivo di Bolsonaro questo è finito. Ora sono tre anni che a livello nazionale non ci sono più casi di corruzione».
E le pesantissime accuse rivolte nei suoi confronti dalla commissione del Senato brasiliano che indaga sulla gestione del Covid e che parla di «crimini contro l’umanità»? «Sono accuse inventate – replica – i crimini contro l’umanità sono quelli del nazismo e del comunismo, cosa c’entra la gestione di una pandemia?».
Giudizi – inutile dirlo – condivisi da tutti gli “aficionados” del presidente presenti ieri mattina. «Amo la sua sincerità – confessa una signora brasiliana – eravamo senza speranza e lui ce l’ha restituita. Per questo oggi siamo qui». E Bolsonaro, andandosene, concede ai suoi fans una serie di strette di mano e qualche foto col cellulare. La colonna sonora è sempre la stessa: «Mito, mito!».
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