Il Tirreno

Pistoia

l’allarme del sindacato 

In provincia migliaia i posti a rischio con lo sblocco dei licenziamenti

Valentina Vettori
In provincia migliaia i posti a rischio con lo sblocco dei licenziamenti

La Cgil attiva un numero telefonico per assistere chi dal primo novembre potrebbe perdere il lavoro

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Valentina Vettori

Pistoia. Dal primo novembre lo sblocco dei licenziamenti legati alla crisi del lavoro per la pandemia sarà definitivo: E in provincia di Pistoia sono a rischio migliaia di posti. A disegnare il quadro della situazione è Daniele Gioffredi, segretario generale della Cgil Pistoia, che in base ai «numeri impressionanti» delle ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) ancora alti, parla del rischio concreto di un’emorragia di posti di lavoro sul nostro territorio. Ragione per cui la Camera del lavoro di Pistoia ha attivato un numero di telefono dell’ufficio vertenze per la tutela e la presa in carico di chi riceverà la lettera di licenziamento.

Ma veniamo ai numeri. Da gennaio a settembre 2021, in provincia, sono state autorizzate quasi sei milioni di ore di cassa integrazione. Solo il 29 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2020, quando però a causa del lockdown molte attività produttive erano totalmente ferme. Questo, secondo la Cgil, può significare che molte aziende si sono ristrutturate al netto dei lavoratori in cassa integrazione. Persone che tra qualche giorno, con lo sblocco dei licenziamenti, rischiano davvero di perdere il lavoro.

«Non sarà un passaggio indolore e privo di conseguenze sociali – spiega Gioffredi – Siamo molto preoccupati per la tenuta della nostra provincia, che rischia una forte emorragia dal punto di vista occupazionale. Ma anche dal punto di vista della coesione sociale, visto il rischio di un ulteriore impoverimento del nostro territorio, che già caratterizzato da fragilità che derivano da un’economia informale fatta spesso di lavoro povero e precario, sia dipendente che autonomo».

Sempre analizzando i dati della Cgil, nel primo semestre 2021, a Pistoia, seppure di fronte a un miglioramento degli avviamenti al lavoro, si assiste comunque a una perdita del 16,5 per cento rispetto all’anno precedente.

E l’altro elemento preoccupante è quello della tipologia di contratti. In maggioranza, infatti, si tratta di contratti a tempo determinato con tirocini e contratti di somministrazione e intermittenti.

Come detto, però, il dato più preoccupante è quello relativo ai sei milioni di ore di cassa integrazione autorizzati. Un dato che deve anche essere inteso per difetto, poiché non tiene conto degli ammortizzatori, quali Fis e Fsba (i fondi dei settori del terziario e dell’artigianato) che in provincia rappresentano una platea importante di lavoratori.

«Se facciamo il conto dei posti di lavoro equivalenti alle ore di cassa integrazione – dice Gioffredi – a Pistoia sono a rischio alcune migliaia di lavoratori. Rischio che potrebbe essere, almeno in questa fase iniziale, attenuato dall’utilizzo della cassa integrazione che il governo ha rifinanziato per ulteriori 13 settimane».

Il segretario della Cgil torna poi a invocare una riforma degli ammortizzatori sociali, universali e solidali, e delle politiche attive, ma anche una proroga del blocco dei licenziamenti, perché l’emergenza sanitaria non è finita.

«In questa fase delicata –- conclude Gioffredi – facciamo appello al senso di responsabilità sociale delle associazioni datoriali, affinché si muovano nella direzione di fare utilizzare tutti gli strumenti alternativi ai licenziamenti, per evitare una deriva dal punto di vista occupazionale. Come Cgil Pistoia, al fine di monitorare la situazione che potrebbe venire a determinarsi soprattutto nei confronti dei lavoratori di piccole e piccolissime aziende, meno sindacalizzate, abbiamo dedicato un numero specifico del nostro ufficio vertenze legali».

Da mercoledì 3 novembre, ogni lunedì e mercoledì, dalle 9 alle 11,30, sarà possibile telefonare allo 0573-378560 per segnalare la propria situazione e ottenere l’assistenza necessaria.

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