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la cerimonia 

Il genio di Giancarlo Innocenti torna a vivere all’istituto Fedi-Fermi

Vanessa Vannacci
Il genio di Giancarlo Innocenti torna a vivere all’istituto Fedi-Fermi

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Vanessa Vannacci

PISTOIA. «Sono cresciuto a caffelatte e proverbi: quello che ripeteva più spesso era “impara l’arte e mettila da parte». E ancora: «Io sono figlio di un ascensore»: così ricordano il loro babbo, scherzando, i fratelli Paolo e Luigi Innocenti. Per gli amici “scintilla” per la sua formidabile dimestichezza con l’elettricità, il compianto Giancarlo Innocenti è stato di nuovo protagonista, ieri, all’istituto professionale Itt Fedi-Fermi di Pistoia. Protagonista attraverso il dispositivo di emergenza per ascensori da lui inventato e poi brevettato, unico al mondo, nel settembre del 1965: per celebrare la memoria e l’ingegno di questo pistoiese illustre e curioso, il prototipo è stato donato dalla famiglia alla scuola, luogo dove meglio può essere apprezzato per l’inventiva e la genialità e dove può essere da stimolo per gli studenti.

L’invenzione, considerata a suo tempo l’invenzione del secolo, descritta su tutti i giornali nazionali e anche esteri, è nata da un’esperienza personale: entra in funzione in caso di arresto improvviso della cabina dell’ascensore e la riporta al piano in modo del tutto automatico.

Ma non è stata l’unica invenzione di Giancarlo Innocenti: la sua passione per i motori e il loro funzionamento, la sua curiosità, le sue precoci ricerche e intuizioni lo hanno portato a costruire, ad esempio, un economizzatore di carburante per autoveicoli, la resistenza per le termocoperte (ancora oggi in uso per gli scaldaletto), negli anni Ottanta anche la prima incubatrice neonatale da trasporto a batteria e, nel 2006, il “ Brevetto G”, un “salva-dati” per pc. E anche ormai ultraottantenne, ha continuato a creare, dedicandosi alla realizzazione di armadietti per contenere i defibrillatori da installare all’aperto.

Come ricordato ieri mattina, invenzioni e creatività non fini a se stesse ma a servizio della comunità.

Iil professor David Mattioli, docente e responsabile tecnico della scuola, ha sottolineato come sia un piacere ospitare un oggetto così geniale al Fedi-Fermi. Non sono mancati i ringraziamenti da parte del dirigente storico Paolo Bernardi e di quello attuale Graziano Magrini, che hanno espresso orgoglio e gratitudine per la possibilità di poter avere il dispositivo in mostra nella scuola, luogo adatto per suscitare emozioni e creatività e dare ai ragazzi spunti di riflessione.

Un grazie anche a chi ha permesso tutto ciò. A partire dalla Fondazione Caript, che ha finanziato il progetto, rappresentata da Ezio Menchi: «Questa è una sorgente, Giancarlo è una figura che può essere importante per i giovani. Il nostro petrolio sono le intelligenze» ha detto.

«Oltre che per l’amicizia con la famiglia di Giancarlo e perché questa è la mia scuola, dove mi sono diplomato, sono proprio orgoglioso che questo dispositivo sia qui e non in un museo, così che possa essere d’ispirazione per tutti» ha aggiunto il sindaco Alessandro Tomasi.

A conclusione dell’evento, i due figli, Luigi e Paolo, hanno raccontato un po’ del loro babbo, di come sia stato per loro motivo di stimolo nel fare le cose, di come siano sempre stati incoraggiati e coinvolti nei suoi progetti, facendo talvolta anche da cavia.

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