Sicurezza
«Sfrattati dal parroco, dateci una nuova casa»
Il dramma della famiglia ospitata da trent’anni nella canonica di Iano e che fra dieci giorni finirà in mezzo a una strada
Simona Peselli
PISTOIA. «Per favore qualcuno si metta una mano sul cuore. Dateci una casa. Fra pochi giorni io, mio marito, i miei figli e i miei gatti ci troveremo per strada».
L’accorato appello arriva da una famiglia sotto sfratto... dalla parrocchia. A poco più di un mese da Natale si sta avvicinando il giorno in cui, con l’intervento della forza pubblica, i coniugi Basile saranno sfrattati dalla canonica. Dovranno con le buone o con le cattive lasciare l’abitazione che li ha accolti trent’anni fa nella parrocchia di San Martino, nella piccola frazione collinare di Iano.
Fu proprio l’allora vescovo di Pistoia Simone Scatizzi ad aiutare questa famiglia che arrivava da Prato, e ancor prima dal meridione. Il vescovo mise un tetto sulla testa alla coppia, che certo anche allora non navigava nell’oro, e che con due bambini cercava di tirare avanti nel miglior modo possibile. Ma i coniugi Basile trent’anni fa erano giovani e forti, il marito aveva un lavoro, ma non solo. Insieme alla moglie si occupava di tutto quello che riguardava la parrocchia: il coro, le messe, il catechismo, il giardino della canonica, le piccole riparazioni dell’edificio. Fino al 2010, tutto bene o quasi.
I problemi grossi per la famiglia Basile hanno un nome preciso: don Maurizio Andreini. È proprio lui a chiedere gli arretrati di 5mila euro e un canone di 200 euro al mese. Una cifra impossibile da trovare per loro. Il marito intanto ha perso il lavoro, e la moglie ha gravi problemi di salute, come la figlia. Inizia così una battaglia legale. Intervengono le istituzioni, si muove la Caritas, gli assistenti sociali. Nei periodi natalizi gli aiuti arrivano anche da volontari della Valdinievole. Finché la vicenda resta fresca sui giornali e sui social tutti (soprattutto in prossimità delle elezioni) si muovono e danno da fare. Senza grandi risultati. Perché alla fine quel che serve sono i soldi per pagare il decreto ingiuntivo, oppure una casetta nuova per accogliere la famiglia Basile.
La Diocesi di Pistoia spiega di essere a conoscenza in modo dettagliato della questione: «La vicenda è all’attenzione del vescovo e ci sono contatti in corso con la famiglia». Nessun commento sulla scelta fatta dal parroco don Andreini. Soprattutto né Diocesi né parrocchia spiegano perché hanno bisogno di questa casa: che cosa ci vogliono fare.
«Una settimana fa – spiega Ina Aiello Basile – è stato notificato il precetto in cui ci danno dieci giorni per lasciare la casa. Poi hanno detto che arriveranno le forze dell’ordine per buttarci fuori. Noi siamo invalidi e disoccupati. Dove metto i miei mobili? Finiremo in strada».
La famiglia è nella Canonica di Iano dal 1992. «Eravamo persino ministri straordinari – continua Ina – abbiamo chiesto di aspettare alla Curia quando mio marito perse il lavoro. È stato il nuovo prete don Maurizio Andreini a mandarci l’ingiunzione di sfratto. Non sappiamo dove andare. Abbiamo anche dei gatti che sono con noi da anni. Siamo disperati. L’assessore Celesti, il sindaco di Massa e Cozzile, la Diocesi di Pescia, la Croce rossa di Uzzano... Tutti hanno provato a fare qualcosa per noi. Ma nessuno riesce a darci una casa».
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