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Pistoia

l’allarme 

Più di sette infortuni sul lavoro al giorno L’Anmil: «Stesse dinamiche di 50 anni fa»

Valentina Vettori
Più di sette infortuni sul lavoro al giorno L’Anmil: «Stesse dinamiche di 50 anni fa»

Dopo l’incidente a Quarrata, ecco i numeri dei lavoratori morti e feriti nella provincia. La Cgil: « C’è un peggioramento» 

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Valentina Vettori

PISTOIA. La pandemia non ha portato più sicurezza sui luoghi di lavoro, anzi. Dopo un 2020 in cui incidenti mortali e feriti a causa del lavoro sono diminuiti perché molte realtà produttive sono rimaste ferme per mesi, il 2021 registra un aumento di infortuni, spesso mortali. E la provincia di Pistoia non fa eccezione.

A confermarlo, è anche l'incidente - per fortuna non mortale - che nel pomeriggio di martedì nella ditta di legnami quarrattina Italfust ha visto l’operaio 47enne Fabio Finocchi rimanere schiacciato sotto le travi di legno che stava scaricando da un tir. Nei primi otto mesi di quest’anno, le morti sul lavoro in Italia (dati Cgil Toscana) sono state 772, di cui 28 in Toscana (a cui se ne aggiungono 9 in itinere). Tra queste, due vittime sono in provincia di Pistoia. Il 30 gennaio a perdere la vita è stato Romulo Sta Ana, rider di 47 anni di origini filippine investito lungo la Camporcioni all’altezza del McDonald di Montecatini Terme. Il 2 febbraio è morto Sabri Jaballah, operaio tessile tunisino di 22 anni che lavorava nell’azienda Millefili con sede a Montale. Due vittime a cui si aggiunge Luana D’Orazio, la ventiduenne pistoiese morta schiacciata dall’orditoio a cui lavorava, il 3 maggio, nell’azienda tessile Luana a Montemurlo, in provincia di Prato. Una «strage quotidiana» la definisce Alessandro Grassini, presidente regionale dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, che ancora oggi «vede morire, o ferirsi gravemente, le persone con le stesse dinamiche di 50 anni fa. Cadute dall’alto, schiacciamento da materiali o macchinari, o in seguito a folgorazioni». Tra i settori più colpiti edilizia, manifatturiero e trasporti. «La carenza di controlli – prosegue Grassini – porta imprenditori senza scrupoli ad approfittarsi della situazione, rischiando al massimo qualche multa. L’auspicio invece è che il governo metta in campo più controlli. Quello che chiediamo è che, nel caso in cui vengano riscontrati problemi e macchinari non a norma, l’azienda venga chiusa fino a che non avrà sistemato tutto. Non basta una multa, servono provvedimenti incisivi». Anmil è inoltre in prima fila nell'ambito della formazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro con attività di sensibilizzazione nelle scuole. Sul tema delle morti bianche e sui numeri degli infortuni interviene anche Daniele Gioffredi, segretario generale Cgil Pistoia. «Nel 2020 – dice – la riduzione degli infortuni è stata una conseguenza della pandemia e dello stop alle attività, ma con la ripresa produttiva abbiamo assistito a un peggioramento, che è sotto gli occhi di tutti e che è determinato da una corsa all'aumento del fatturato. Una scelta che, spesso, va a discapito della sicurezza sul lavoro. In provincia gli infortuni sul lavoro sono stati 2883 nel 2019 e 2625 nel 2020 e il 2021 dalla proiezioni vede il trend in aumento». Giovani, precari e spesso stranieri. È questo l'identikit, secondo Gioffredi, delle persone maggiormente vittime di incidenti sul lavoro. «Non a caso – dice – gli infortuni più frequenti si registrano nei subappalti. Ecco perché il tema andrebbe affrontato nel complesso di una revisione del codice degli appalti, ma anche in un’ottica di riduzione del precariato e di una migliore qualità del lavoro. La sicurezza è un diritto e non un costo». Dopo i due incidenti mortali in provincia, il prefetto Gerlando Iorio ha istituito un tavolo tra istituzioni e rappresentanze sindacali proprio per il monitoraggio della sicurezza sui luoghi di lavoro. «Il problema, però – conclude il segretario Cgil – è che servono maggiori risorse da investire nei controlli sulle aziende».

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