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L’accorato appello ai pediatri «Venite a curare i nostri figli»

Carlo Bardini
L’accorato appello ai pediatri «Venite a curare i nostri figli»

I genitori dei bambini della Montagna hanno scritto una lettera ai medici «Sappiamo che per voi sarebbe un sacrificio, ma mettetevi una mano sul cuore»

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Carlo Bardini

San Marcello. «Mettetevi una mano sul cuore. E a turno cercate di venire sulla montagna pistoiese per coprire un servizio che, di fatto, dallo scorso maggio non esiste più». Sono i genitori dei bambini che rivolgono un appello accorato ai pediatri di libera scelta, per far sì che qualcuno possa salire sulla montagna pistoiese come propria destinazione di lavoro. Basterebbe farlo anche a girare, durante la settimana.

I genitori hanno espresso il loro desiderio attraverso una lettera che comincia con queste parole. «Gentilissimi pediatri di libera scelta di Pistoia, siamo un gruppo di genitori che rappresentano tutti i bambini della Montagna pistoiese che, come sicuramente già saprete, da maggio di quest’anno sono stati privati, di fatto, di uno dei diritti fondamentali dell'individuo, quello alla salute. Abbiamo deciso di fare un appello a voi – proseguono i genitori – e alla vostra sensibilità e fondamentalmente di chiedervi aiuto, perché noi e i nostri bambini stiamo vivendo una situazione drammatica, dovuta alla sospensione del servizio pediatrico in una zona come la Montagna pistoiese, così ampia e così “lontana” dalla città».

L’Asl ha percorso varie strade per cercare di risolvere questa problematica e come soluzione, che per i genitori può essere solo temporanea, ha invitato a segnare i bambini da zero a 6 anni sotto un pediatra di libera scelta di Pistoia, gli altri bambini con un medico di famiglia della zona. «Tutto questo è avvenuto per colpa dei "numeri" – aggiunge il gruppo di genitori – perché i bambini in montagna sono “troppo pochi”. In realtà non è così, il numero conteggiato secondo la normativa di riferimento non è quello dei bambini che sono presenti sul territorio, ma di quelli non assegnati, ovvero che al momento non sono stati assegnati a nessun pediatra. I bambini in montagna ci sono e non pochi, sono infatti circa 217 tra zero e 5 anni e 487 tra 6 e 13 anni».

I genitori capiscono anche che per un pediatra che parte dalla città può essere disagevole percorrere la strada che porta nei paesi dei comuni montani e non ci sono vantaggi di natura economica. A questo punto scatta l'appello ai pediatri: «Chiedere aiuto in un momento di grande difficoltà, come quello che stiamo vivendo, ci appare un gesto necessario e consapevole: da soli non ce la possiamo fare! Facciamo dunque richiamo al vostro senso etico e civico ma soprattutto al senso di umanità che sicuramente vi appartiene. Abbiamo pensato che ciascuno di voi potrebbe prestare una piccola parte della sua attività lavorativa sul nostro territorio, tale da garantire una buona copertura del servizio. Si tratterebbe di un impegno non gravoso, una volta alla settimana oppure ogni 10 giorni, dipende dal numero di adesioni. Sappiamo che non siete tenuti a prendervi questo impegno e se lo farete sarà una vostra scelta, una scelta che arginerà una falla del sistema, e garantirà a tanti bambini un diritto irrinunciabile, quello alla salute. E sarà un “aiuto” ad altri pistoiesi che “sono cittadini ma non di città”». Il tema dell'assenza del pediatra sarà affrontato venerdì prossimo nell'assemblea della Società della salute. Presenti le amministrazioni comunali. Dice il sindaco di San Marcello-Piteglio, Luca Marmo: «Andremo alla riunione e con delle proposte che saranno vagliate in quella stessa sede».

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