Gioco
Lo spettro del Green pass scuote la sanità pistoiese
I sindacati: problemi in arrivo anche per gli amministrativi. E chi fa i controlli? Prosegue lo stato di agitazione per la carenza di organico: mancano 120 persone
Valentina Vettori
Pistoia. Lo spettro dell’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori pubblici e privati, dunque anche quelli della sanità, dal 15 ottobre in avanti scuote ancora una volta il settore, e mostra tutte le incertezze che ruotano intorno alla questione.
Se per i sanitari l’obbligo del vaccino anti Covid è in vigore già da aprile e le prime sospensioni sono diventate realtà a settembre (con ritardi di mesi nell’invio delle liste dei non vaccinati e molte polemiche), ora si apre tutta una nuova partita. Ovvero quella delle decine e decine di amministrativi impegnati negli uffici e gli altri dipendenti dell’Asl Toscana Centro (come chi si occupa dell’accoglienza negli ospedali), che dalla metà di ottobre dovranno esibire il Green pass per lavorare.
I numeri dei vaccinati e dei non vaccinati non sono noti, per ragioni di privacy. Ma a preoccupare i sindacati sono anche i dubbi circa le competenze su chi e come dovrà svolgere i controlli. Nelle scuole, è ormai noto, le verifiche sono in capo ai presidi, ma per la sanità come funzionerà? Insomma, a otto giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, come confermano le sigle sindacali «nessuno sa ancora niente». E i dubbi sono molti, sia appunto per quanto riguarda le modalità di controllo (per medici e infermieri iscritti ai rispettivi Ordini professionali abbiamo visto come le verifiche siano state svolte tramite Pec, ma per gli amministrativi questo discorso non vale, nda) , sia per i dubbi relativi a chi, anche fra gli amministrativi, dovrà mostrare il Green pass per lavorare e in caso contrario verrà mandato a casa e, si spera, sostituito.
Intanto, nel pomeriggio di martedì, una delegazione dei referenti provinciali delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil Pistoia ha preso parte al presidio sotto la Regione Toscana, per chiedere lo sblocco delle assunzioni nella sanità, garantire i servizi e redistribuire i carichi di lavoro. Tutte criticità per le quali i sindacati a livello regionale hanno proclamato lo stato di agitazione, non avendo mai ricevuto risposte dalle Aziende sanitarie. In particolare, le richieste avanzate puntano a ottenere un modello più snello per la mobilità del personale tra le tre Aziende sanitarie della regione, un piano definito di come verranno utilizzate le risorse del Pnrr per la sanità.
Infine, il tema dei temi. Il piano assunzioni. La richiesta dei sindacati è quella di evitare, a causa del mancato turnover, la perdita di posti di lavoro e il conseguente assottigliamento degli organici. Organici che, come evidenziano da mesi le segreterie delle Funzioni pubbliche provinciali, sono ridotte all’osso, mostrando il rischio per la sospensione di servizi e assistenza sanitaria.
In provincia di Pistoia, stando ai numeri di Cgil, Cisl e Uil, mancano all’appello 40 infermieri e 20 medici, cinque operatori socio sanitari e 60 tecnici sanitari, oltre a un’altra quindicina di amministrativi. Numeri a cui vanno sommati i 20 sanitari che non hanno aderito all’obbligo vaccinale contro il Covid e sono stati sospesi dal lavoro.
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