Sicurezza
Un laboratorio di test su cibi, tessuti e farmaci nell’area ex Cespevi
Tiziana Gori
pistoia. A due anni e mezzo dalla sua nascita Gea (acronimo di Green economy and agricolture), nata dalle ceneri del Cespevi, apre le porte alla città per far conoscere i 26 ettari del suo parco e la collezione di cinquemila piante officinali che è tra le più ricche d’Europa.
Lo fa con tre open days di visite guidate, incontri di approfondimento scientifico, immersioni nella natura e attività sportive. Con l’occasione il presidente Giovanni Palchetti, il consigliere Gea Alessandro Michelotti, il coordinatore del comitato scientifico Francesco Ferrini e il presidente della Fondazione Caript Lorenzo Zogheri presentano Gea.Lab, la nuova società nata da Gea con l’obiettivo di traghettare imprese “in potenza” verso il mercato. «È – afferma Marco Scarpelli, direttore del laboratorio – una startup innovativa, che supporta il trasferimento tecnologico delle imprese che decidono di lavorare nel campo dell’economia circolare e dell’efficientamento energetico». Costituita da pochi mesi Gea.Lab sta per attivare la sua componente più importante: il laboratorio di analisi: «Stiamo mettendo a punto i macchinari – spiega Scarpelli – il nostro laboratorio testerà la funzionalità di cibi, tessuti, medicine. Sfruttando tecnologie green d’avanguardia vogliamo offrire al mercato analisi funzionali, con un approccio innovativo unico a livello nazionale». Quello di riferimento sarà il mercato farmaceutico: «Farmaci e molecole, anche nelle prime fasi di ricerca, saranno testati con tecnologie in vitro e senza l’uso di cavie da laboratorio».
In seguito, Gea.Lab si rivolgerà al mercato della moda, proponendo “skin test” su tessuti e materiali per indumenti, per assicurarsi che non facciano scaturire allergie sulla pelle. La collaborazione con le università toscane farà partire a breve una seconda iniziativa imprenditoriale con Fotosintetica & Microbiologia Srl, spin off del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agrarie dell’Università di Firenze. «Ricerca applicata per la progettazione di biostimolanti su microalghe e cianobatteri. Ecologici e quindi molto promettenti per la moderna industria agricola», spiega il professor Ferrini.
Con il Dipartimento di Scienze biomediche sperimentali e cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze saranno invece fatte ricerche «per capire in che modo le piante officinali possono favorire il benessere psicofisico. Sappiamo che le piante emettono sostanze che fanno bene a corpo e mente. Come termine per misurare i primi risultati ci siamo dati un anno di tempo».
Nella tre giorni di open days non sarà presentato però solo il Gea. Lab. «Sarà l’occasione – annuncia Palchetti – per parlare ai pistoiesi del “Parco 2030 Gea”. Come vediamo i nostri bellissimi 26 ettari di terreno da qui a nove anni». In due anni e mezzo la Fondazione ha investito per il recupero del Cespevi due milioni di euro, dando a un’area che non ha mai funzionato come Centro sperimentale per il vivaismo quell’aspetto di parco urbano che già s’immaginava dovesse nascere con l’ospedale San Jacopo.
Gea vuole essere un centro di ricerca, orientato all’agricoltura sostenibile e all’economia circolare che ha primo interlocutore principale il mondo del vivaismo. Ma non solo, come si comprende da Gea. Lab. «Nel 2019 – ricorda Zogheri – la Fondazione ha deciso di rilevare le quote della Camera di Commercio. Abbiamo potuto farlo in quanto soggetto privato ma con finalità pubbliche. E l’obiettivo, che riteniamo raggiunto, era quello di riqualificare un’area a verde nel cuore della città. In questi due anni abbiamo ristrutturato i laboratori, sviluppato progetti didattici, avviato attività nel campo dei servizi avanzati e della ricerca scientifica che sinora, a causa del Covid, non avevamo potuto presentare. Ci sembrava il momento giusto per farlo».
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