Sicurezza
Il Giardino di Cino ancora preda degli imbrattatori Denuncia alla Digos
Disegni osceni, svastiche e scritte inneggianti a Hitler Un gruppo di persone è stato ripreso dalle telecamere
Tiziana Gori
pistoia. Nonostante sia stato trasformato da angolo buio e semisconosciuto in uno spazio di arte urbana (su tutte il murale di Millo “No hesitation”, disegnato a fine 2018) il Giardino di Cino non conosce pace. Non gli danno tregua ignoranza e scarsa educazione.
Il gruppetto di persone, si presume giovani, che domenica pomeriggio ha imbrattato con bombolette spray i muri del Giardino è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza. La polizia municipale, intervenuta ieri mattina per il sopralluogo, ha passato le immagini alla Digos. Perché tra un “c. ..o” e una “f..a” disegnati e scritti qua e là a identificare gli organi genitali maschile e femminile, c’era anche qualche svastica, una stella di Davide e un “Viva Hitler”. Con frasi che richiamano a ideologie naziste interviene la Digos, e i filmati sono infatti da ieri in questura.
A denunciare l’ennesimo atto vandalico Caterina Bellezza, dello “Studiolo”: «Stamani (ieri, ndr) l’arrivo al Giardino di Cino, dove si trova lo Studiolo, è stato un colpo al cuore. Posso pure tollerare i c@zzi e la fig* (per quanto mi sembrino di cattivo gusto – qualcuno dirá “son ragazzate”), ma l’antisemitismo proprio no. Ci sono le telecamere, ma funzionano? Si riuscirà ad arrivare ai responsabili?», si chiede Bellezza.
Le telecamere ci sono e sono attive, risponde Alessio Bartolomei, assessore ai lavori pubblici e alla protezione civile. In piazzetta Sant’Atto, in vicolo dei Bacchettoni e all’ingresso di via della Torre: «Si vede un gruppetto di persone, lo si può seguire lungo queste strade. Il fatto – spiega Bartolomei – è successo intorno alle 15,30 di domenica». Quindi in pieno giorno, non di notte.
«Sono stati individuati, altro conto è capire se sono identificabili. In caso positivo saranno richiamati, loro o le loro famiglie, a risarcire i danni. Altrimenti, in pochi giorni interverranno a ripulire le pareti gli operai dei Cantieri comunali».
“Bomboletta selvaggia” non è una novità in questo angolo di centro storico. Un episodio analogo fu denunciato a ottobre dello scorso anno da Spichisi, che nel luglio 2018 tagliò (in modo figurativo) il nastro di questa nuova piazza pistoiese, poco frequentata (e per questo più attaccabile) ma recuperata grazie a un progetto di arte urbana. Il contributo più importante il murale “No hesitation”, l’ha dato Millo, ma nel tempo sono arrivati altri artisti, come Ecòl e Asino n° 11, con i suoi volti di pagliacci attaccati ai muri.
Alla riqualificazione del Giardino di Cino, tre anni fa, hanno partecipato la Fondazione Caript, Piante Mati 1909, Giorgio Tesi Group, Conad del Tirreno, Discover Pistoia, R. Mutt 1927 e Agricom.
Un lavoro di gruppo che ha portato luce in questo scorcio cittadino, puntualmente attaccato da gesti di maleducazione pura. E mentre sui social si invocano lavori socialmente utili per gli imbrattatori, Spichisi non demorde.
Pochi giorni fa sono state posizionate alcune sedute e delle piante comprate grazie alla raccolta fondi lanciata a giugno dall’associazione culturale. Era stata proprio l’associazione a promuovere il crowdfunding, per rilanciare lo spazio del centro storico, dietro la chiesa di San Leone.
Le telecamere hanno ripreso gli imbrattatori di domenica. Bartolomei conferma che erano attive e ci sono «persone visibili», e nel contempo informa che altre telecamere saranno installate nelle prossime settimane intorno a piazza della Resistenza, altro punto sensibile della città.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
