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La filosofia del camminare e i viaggi verso terre ignote di Demetrio e Vanoli
le conferenze
Tra i grandi nomi presenti quest’anno ai Dialoghi, abbiamo il filosofo Duccio Demetrio, uno dei più noti pedagogisti italiani, direttore scientifico della Libera università dell’autobiografia di Anghiari, fondata da lui nel 1998 e lo storico saggista Alessandro Vanoli, professore all’Università di Bologna di Politica comparata del Mediterraneo e dal 2012 dedito all’attività di saggista. Entrambi hanno trovato nel teatro Bolognini il loro palco. Il professor Demetrio ha dialogato intorno al concetto della “Filosofia del camminare. Passeggiare, peregrinare, vagabondare”. Il filosofo si è soffermato su come i nostri passi, che diamo per scontati, siano invece, come metafora, l’unità fondamentale del nostro procedere e per tale motivo siano preziosi e difficili. Partendo da Edipo, sottolinea come ogni cammino, sentito dentro di noi, vissuto profondamente, diventi una terra ignota, che scopriamo strada facendo, della quale non riusciremo mai a comprendere l’alfabeto.
«L’atto di camminare? È un trionfo del corpo e dei sensi; camminare risveglia l’eccezionalità della quotidianità della vita? Vagabondare. Camminare nel piacere dell’imprevisto. Scegliere un paesaggio o una stagione per mettere alla prova la propria resistenza e forza interiore.
Di viaggi verso terre ignote ci racconta anche lo storico Vanoli, partendo dalle “Mille e una notte”, con le avventure del marinaio Sindbad e della sua voglia di partire per mare. Ciò che accomuna tutti è il desiderio di andare. Vanoli ci porta dall’epopea di Gilgamesh ai viaggi di Ulisse, facendoci riflettere su quanto l’ignoto metta in dubbio le nostre conoscenze e su come sia difficile andare oltre i preconcetti. Ha messo in luce il ruolo fondamentale dei mercanti, i quali hanno cambiato il mondo sostituendosi alla vecchia nobiltà, e su come, a metà Ottocento, fosse ormai stato tutto esplorato. «Cosa fare quindi? Se la scoperta di “nuove dune” ci è stata negata, perché finita, abbiamo dalla nostra parte ancora la fantasia che ci dà la spinta! Da qui lo sbarco sulla Luna, vertigine dello spazio, e da una parte vertigine dell’arte, con David Bowie e la sua canzone Space Oddity. Permettiamoci il lusso di concedere alla fantasia di penetrare nella nostra vita?
Vanessa Vannacci
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