La manifestazione
Green pass obbligatorio per sacerdoti e per chi opera all’interno delle parrocchie
Decreto del vescovo Fausto Tardelli: «La vaccinazione è un atto d’amore nei confronti degli altri e di se stessi»
Valentina Vettori
Pistoia. Le persone che svolgono qualsiasi tipo di attività all’interno delle parrocchie della diocesi di Pistoia dovranno essere munite di green pass. A stabilirlo, con un apposito decreto, è il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, che interviene sul tema stabilendo come, a prescindere dal tipo di “lavoro”, tutti dovranno dimostrare di aver effettuato la prima dose di vaccino da almeno 14 giorni, essere guariti dal Covid da non oltre 180 giorni, oppure aver svolto entro le precedenti 48 ore un tampone con esito negativo.
La misura, dunque, estende ai parroci ma anche agli operatori e ai volontari della chiesa l’obbligo di green pass, anticipando lo stesso obbligo introdotto dal governo per i luoghi di lavoro a partire dal 15 ottobre. Tardelli, inoltre, sulla scia di quanto detto da papa Francesco, nel suo documento sottolinea anche l’importanza della vaccinazione e come questa rappresenti «un atto d’amore nei confronti degli altri e di se stessi».
Dunque, se ai fedeli che partecipano alle celebrazioni liturgiche o frequentano la chiesa per pregare non è previsto l’obbligo di mostrare la certificazione verde, chi svolge un servizio o un ministero pastorale dovrà obbligatoriamente mostrare di essere in regola con la certificazione. Nello specifico, per poter svolgere mansioni come visitare gli ammalati, tenere incontri di catechismo e prendere parte come operatori ad attività educative e didattiche gestite dalle parrocchie, tutti i ministri ordinati (presbiteri, diaconi) dovranno possedere il green pass.
Allo stesso modo, potrà svolgere servizio di accolito (il servizio di sostegno alla liturgia) e di ministro straordinario della comunione solo chi possiede la certificazione verde in corso di validità.
La stessa regola varrà per catechisti, educatori, insegnanti al doposcuola o alle scuole di italiano per stranieri gestite dalle parrocchie, così come gli operatori di attività educative e didattiche sempre nell’ambito parrocchiale.
Obbligo di green pass anche per i coristi e tutti i volontari attivi nelle strutture di servizio della Caritas o nei Centri di ascolto.
«La cura per la salvezza delle anime – si legge nel documento firmato da monsignor Tardelli – non può prescindere dall’impegno di tutelare la salute dei corpi. Anche in questo tempo di emergenza la Chiesa ha sempre continuato ad annunciare il vangelo, celebrare i sacramenti e aiutare i poveri adottando adeguati protocolli in grado di prevenire infezioni da Covid».
«In questo momento i vaccini – si legge ancora nel decreto – sono ritenuti dalle autorità competenti un mezzo importante per rallentare la diffusione della malattia e prevenire il Covid almeno nelle forme più severe. Anche i test diagnostici appaiono più affidabili e più facilmente effettuabili e lo screening periodico si è rivelato un importante strumento di contrasto alla pandemia».
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