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la replica 

Stadio chiuso, il sindaco non ci sta «Sempre al fianco dell’Aglianese»

Giacomo Carobbi

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Giacomo Carobbi

agliana. Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Agliana Luca Benesperi allo sfogo del presidente dell’Aglianese Gabriele Giusti causato dall’episodio che martedì pomeriggio ha rischiato di tenere la sua squadra fuori dallo stadio “Bellucci” , trovato chiuso, dove era in programma l’allenamento in vista della partita di Coppa Italia di Serie D.

«Concordo che episodi come quelli non debbano ripetersi – ha dichiarato il primo cittadino – ma è giusto che si sappia che il Comune ha investito con proprie risorse decine di migliaia di euro per la messa in sicurezza delle strutture, adeguamento ai protocolli Covid, rifacimento dei manti erbosi. Che si possa fare di più è indubbio, che gli spazi siano pochi e a volte la convivenza di una realtà professionistica con altre dilettantistiche sia difficile è altrettanto vero (ed è il motivo per cui abbiamo dato il via al progetto di gestione ventennale tramite project financing) ma che si dica che questa amministrazione non cerca di risolvere i problemi, o peggio che salga sul carro del vincitore quando fa comodo, non l’accetto».

Le parole di Giusti lasciano intendere un malcontento di lunga data: evidentemente i rapporti con Agisport, la società che gestisce i campi sportivi, erano già difficili prima della sorpresa di due giorni fa. Tensioni che sono emerse con la decisione di tener chiuso lo stadio, a cui va aggiunta quella di far partire i lavori al vicino sussidiario proprio nel momento in cui sono ricominciati tutti i campionati di calcio.

«Quando una proprietà investe bisogna ringraziarla e metterla in condizione di lavorare al meglio – ha proseguito Benesperi – il sottoscritto e l’amministrazione sono sempre stati al fianco dell’Aglianese, nelle sedi istituzionali e sugli spalti, dando tutto l’aiuto possibile. Alla prima squadra, per supportarla al meglio visti gli obiettivi ambiziosi, è stato consentito di allenarsi sia allo stadio che al sussidiario Barontini (due campi in erba), prendendosi il sottoscritto la responsabilità e le conseguenti critiche di far giocare le partite delle altre compagini in un campo dal fondo certamente debilitato. L’ho fatto e lo rifarei perché per noi l’Aglianese viene prima di tutto. Ogni cosa, certo, è migliorabile, ma basta guardarsi intorno e vedere le realtà limitrofe, anche professionistiche, per capire come a tutte non sia data la possibilità di allenarsi in campi come i nostri. E, al netto dei problemi di gestione, poche amministrazioni hanno investito come noi se non per risolvere, almeno per migliorare una situazione che però andava affrontata di petto già vent’anni fa».

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