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Oggi l’ultimo saluto ad Alberto Filippini

Carlo Bardini
Oggi l’ultimo saluto ad Alberto Filippini

Stupore e dolore a San Marcello per l’inattesa scomparsa Da Santa Celestina al rally, una vita spesa per il suo paese 

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Carlo Bardini

San Marcello. Sarà celebrato questo pomeriggio alle 15, nella chiesa di San Marcello, il funerale di Alberto Filippini. Una morte che ancora desta stupore e tristezza in tutti coloro che lo hanno conosciuto e saputo apprezzare. Alberto Filippini, 77 anni da poco compiuti, se ne è andato a causa di alcune inattese complicazioni sopraggiunte dopo un intervento chirurgico.

Mario Capobianco, amico di una vita e referente dell’Appennino Volley, non riesce a darsi pace. «Devo dire la verità – spiega – se non fosse stato per lui forse il pallone di Santa Celestina negli ultimi anni non sarebbe più salito in cielo. Fu proprio Alberto a insistere, a darsi da fare affinché prendessimo noi, come società sportiva, l’organizzazione della manifestazione. Una persona che era trainante in tutto ciò che faceva e che si impegnava in tante manifestazioni a beneficio di San Marcello. Non so davvero se ci potrà essere una persona in grado di sostituire Alberto».

Prima di andare in pensione Alberto Filippini aveva fatto l’assicuratore ma, come dice la figlia Camilla «mio padre sapeva fare un po’ di tutto. Meccanico, falegname. Quasi un tuttofare». Una persona mite che, anni fa, aveva fondato la società di pallavolo e che fu anche uno dei fondatori dell’Abeti Racing. Società che in un post sulla propria pagina Facebook, lo ringrazia «per tutto il suo impegno nella realizzazione di tutte le edizioni del Rally degli Abeti e della LimAbetone. Ci mancherai come uomo e sopratutto come amico».

Ultimamente Alberto Filippini si era legato anche al Comitato parrocchiale di San Marcello, dove dava sempre una mano preziosa per la costruzione dei carri per il Carnevale della montagne.

Non si contano i messaggi di cordoglio sui social. Tra tutti, citiamo quello di Fabiola Arcangeli, sulla pagina “Sei di San Marcello se...”: «Non ti rivedrò in piazzetta con la tua tranquillità di sempre, il capo basso e il tuo mezzo sorriso. Ti ho conosciuto bene nel tempo, saresti stato un valido ingegnere, un architetto, un piccolo Leonardo, che nella tua officina hai progettato e costruito ingegni di vario tipo, basti pensare ai carri del Carnevale ed all’ufficio postale di Babbo Natale con il Comitato parrocchiale. Un colpo al cuore, sapere della tua partenza. Uomo mite, talvolta schivo, intelligente e razionale. Una mente pensante, non da poco. Alberto, ti saluto con tanto affetto, e il prossimo pallone che volerà nel cielo lo vedrai dall’alto. E io ti penserò. Sicuramente mi scenderà una lacrima».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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