Cancello sprangato allo stadio e l’Aglianese va su tutte le furie
agliana. Stadio chiuso, niente allenamento: una brutta sorpresa per i giocatori e lo staff dell’Aglianese, che ieri pomeriggio hanno trovato sprangato il cancello d’accesso al “Bellucci”. C’è voluto l’intervento del sindaco Luca Benesperi per sbloccare la situazione e consentire così alla squadra neroverde di svolgere la seduta pomeridiana sul prato dell’impianto di via Giovannella.
La compagine è impegnata nel campionato nazionale di serie D, la massima categoria del dilettantismo calcistico, e oggi pomeriggio scende in campo proprio nello stadio cittadino per una gara di Coppa Italia contro lo Scandicci. L’episodio ha mandato su tutte le furie il presidente della società Gabriele Giusti, il quale ha affidato a una nota al vetriolo il suo sfogo, nei confronti della società che gestisce l’impianto e della stessa amministrazione comunale. «Oggi è stato toccato veramente il fondo – ha dichiarato il massimo dirigente dell’Aglianese – siamo arrivati al Bellucci per l’allenamento e ci è stato impedito l’accesso, inoltre non possiamo utilizzare il Barontini in quanto sono stati effettuati dei lavori proprio quando tutte le squadre hanno ripreso gli allenamenti. Solo dopo l’intervento del sindaco in persona siamo riusciti ad accedere al Bellucci. È inammissibile che una società che fa la Serie D non abbia uno spazio in cui allenarsi, nonostante abbia più volte posto il problema non è mai stato fatto niente. Nell’ultimo anno e mezzo con lo stop ai campionati c’è stato tempo per intervenire – ha proseguito Giusti – ma la situazione non è migliorata».
La famiglia Giusti ha legato a più riprese il proprio nome alle sorti dell’Aglianese. Dopo gli anni del declino e della faticosa risalita in Prima Categoria, la società ha riconquistato la serie D vincendo tre campionati di fila proprio con Gabriele al timone. «Nessuno ha mai investito ad Agliana quanto ho fatto io – ha aggiunto – e trovarmi di fronte a una situazione del genere per me è tragicomico. È facile salire sul carro quando vinciamo ma la verità è che quando c’è un problema tutti non fanno altro che rimpallarsi le responsabilità. Agisport in quanto gestore e il Comune non sono mai riusciti a dare una risposta adeguata alle nostre necessità. La mia pazienza è terminata, mi rifiuto di fare calcio in questo modo».
Giacomo Carobbi
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