Il Tirreno

Pistoia

atti persecutori 

«Voglio conoscerti» la tormenta per mesi stalker sotto processo

Massimo Donati
«Voglio conoscerti» la tormenta per mesi stalker sotto processo

Oltre che ripetutamente davanti alla porta di casa  la vittima se lo era ritrovato di fronte anche al supermercato

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Massimo Donati

pistoia. La prima volta che se l’era ritrovato davanti, nell’aia di casa, aveva pensato che si trattasse di un corriere che aveva sbagliato strada col suo furgone. E quando l’uomo, senza darle il tempo di aprire bocca, le aveva detto “Sei bellissima”, per poi infilarle nella cassetta della posta un biglietto col proprio numero di telefono, aveva pensato a uno scherzo, anche se di pessimo gusto. Ma poi, quando quello sconosciuto invaghito di lei, dopo aver iniziato a tormentarla su messenger, si era ripresentato al suo posto di lavoro, al supermercato dove stava facendo la spesa assieme alla figlia e di nuovo davanti alla sua abitazione, aveva cominciato davvero ad avere paura.

Era il 29 aprile 2019 quando la quarantenne pistoiese aveva chiesto aiuto ai carabinieri e aveva denunciato il suo stalker. L’altra mattina, l’uomo, 43 anni, è stato rinviato a giudizio dal gip del tribunale di Pistoia con l’accusa di atti persecutori.

Una persecuzione, come accennato, dettata dall’infatuazione per la sua vittima e che era andata avanti per circa un anno da quel primo incontro nell’aia di casa della donna. Il mese successivo lo stalker si era presentato invece nel negozio del marito della donna, dove lei in quel momento si trovava. Si era avvicinato e le aveva detto: “Dobbiamo parlare, ti ho lasciato il mio numero, chiamami”. Così come, passato un altro mese, l’aveva avvicinata alla Coop di viale Adua: “Voglio essere tuo amico, voglio conoscerti meglio”. E nonostante il fatto che, anche in quella occasione, lei gli avesse urlato di non volerne sapere in quanto felicemente sposata, lui era tornato alla carica almeno altre tre volte, dimostrando di conoscere, oltre che dove abitava, anche le sue abitudini. Una consapevolezza che aveva fatto crescere nella 40enne casalinga una preoccupazione sempre maggiore, sfociata poi in una paura vera e propria che l’aveva spinta a sporgere denuncia.

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