La protesta
All’istituto Mantellate taglio del nastro per il nuovo asilo nido
Elisa Pacini
PISTOIA. I “Primi passi” dell’istituto Mantellate di Pistoia sono in verità una nuova tappa di un cammino che, in campo educativo, è partito più di un secolo fa. Come ha detto Irene Burgio, coordinatrice del nido d’infanzia che prende il nome, appunto, di “Primi passi”, nuova struttura paritaria accreditata col Comune: «Questa è la chiusura del cerchio per la nostra scuola, che potrà ospitare alunni dai 12 mesi ai 19 anni».
Il nido, inaugurato ieri mattina ma già aperto con l’inizio dell’anno scolastico, con 17 pre-iscrizioni su 25 posti disponibili, si aggiunge alla storica offerta dell’istituto di Corso Gramsci, in cui le suore sono state dal 2015 affiancate dalla cooperativa E-ducere, che gestisce materna, primaria, media e liceo scientifico, per un totale di 450 iscritti.
«Ringrazio le suore – ha detto Leonardo Alessi, direttore di “Scuole per crescere”, rete fatta da un gruppo di scuole paritarie della Toscana a cui aderisce anche la cooperativa che gestisce l’istituto pistoiese – perché la mossa che ci ha fatto partire in questo progetto, arrivato dopo un confronto con il Comune, è la stessa con cui iniziarono la loro missione educativa fatta di passione e impegno. Era il 6 ottobre 1861 e diventarono un punto di riferimento per le famiglie di Treppio che le aspettavano con ansia».
Certo, di tempo ne è passato da quando sui monti dell’Appennino le suore andavano a cercare quei ragazzi che erano più lontani dalla scuola, i figli dei contadini che vivevano in zone (allora come ora) particolarmente impervie. Ma anche da quando nel dopoguerra, già attive in città con l’istruzione tutta al femminile, riuscivano con la formula del collegio a sostenere le ragazze meno abbienti delle campagne verso quella che era per i tempi una vera conquista, ovvero la licenza media. Oggi gli ambienti dell’istituto che trasudano di storia, divinamente curati e lustrati insieme al rinnovo dei locali atti al nido, sono una vera e propria cartolina del centro storico. Tra cortile, terrazzi e stanze che sanno di un antico mondo signorile. Ma se è cambiata l’utenza, non è venuta meno la vocazione di un istituto in cui gli educatori, i maestri e i professori raccolgono l’eredità umana delle suore, che continuano ad essere una presenza discreta nella scuola.
Insieme a questo spirito, la bellezza degli ambienti del nuovo nido rispecchia la cura altrettanto storica delle scuole dell’infanzia di “Pistoia amica dei bambini e delle bambine”. Un modello, hanno detto sia la coordinatrice Burgio che la preside della secondaria, Rita Pieri, salutando il sindaco Alessandro Tomasi, gli assessori Frosini (istruzione) e Risaliti (attività produttive) e la funzionaria del comune di Pistoia, Federica Taddei.
«Il nido nasce dal desiderio della cooperativa ma anche dalla necessità di rispondere alle esigenze del territorio – continua Burgio – Pistoia ha una grande tradizione pedagogica a cui ci siamo ispirati, collaborando con l’assessorato all’istruzione che ci ha seguito da vicino».
Palla prontamente ripresa dal sindaco Tomasi.
«Sono orgoglioso delle parole che sono state spese sugli uffici comunali – ha detto facendo il suo “’in bocca al lupo” – perché sono convinto che lo scambio tra pubblico e privato sia importante anche per noi. Il privato è fondamentale in un sistema come il nostro, la cui bellezza sta proprio nel fatto che è misto, come in pochissime città esiste: Reggio Emilia è un’altra, ad esempio».
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